Le nuove IGP non agricole: quando l’artigianato diventa patrimonio europeo del Made in Italy

0
74

C’è un’Italia che non si misura soltanto con i numeri dell’export o con il successo dei suoi marchi industriali. È l’Italia delle mani, della creatività, dei saperi tramandati nei secoli, dei territori che hanno costruito la propria identità attorno a un mestiere, a una tecnica, a una tradizione capace di trasformarsi in eccellenza riconosciuta nel mondo.

Con il via libera alle prime quattro Indicazioni Geografiche Protette (IGP) per prodotti artigianali e industriali, il nostro Paese compie un passo destinato a segnare una svolta nella valorizzazione del patrimonio manifatturiero italiano. Il Vetro di Murano, il Merletto di Burano, il Corallo di Torre del Greco e il Cammeo di Torre del Greco sono infatti i primi prodotti ad aver ottenuto, da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la decisione nazionale favorevole alla registrazione nell’ambito del nuovo sistema europeo delle cosiddette IGP non agricole.

È una novità di portata storica.

Per la prima volta l’Europa riconosce che anche le produzioni artigianali e industriali strettamente legate a un territorio possiedono lo stesso valore identitario che da decenni viene attribuito alle eccellenze agroalimentari. Un principio sancito dal Regolamento (UE) 2023/2411, recepito in Italia con il decreto legislativo 2 aprile 2026, n. 51, che apre una nuova stagione di tutela, promozione e competitività per il Made in Italy.

Dalla tradizione alla tutela europea.

Le IGP non agricole riconoscono il legame tra un prodotto, il suo territorio e il sapere delle comunità che lo realizzano. Dopo il successo delle Indicazioni Geografiche nel settore agroalimentare, questo sistema viene esteso all’artigianato e all’industria tradizionale, rafforzando la tutela contro contraffazioni e imitazioni e offrendo nuove opportunità di valorizzazione e competitività al Made in Italy.

Quattro simboli dell’Italia che crea bellezza.

Le prime quattro candidature rappresentano perfettamente la straordinaria varietà del patrimonio manifatturiero italiano.

Il Vetro di Murano racconta secoli di innovazione artistica e di ricerca tecnica che hanno reso Venezia un punto di riferimento mondiale nella lavorazione del vetro.

Il Merletto di Burano custodisce una tradizione fatta di pazienza, precisione e straordinaria abilità manuale, diventata uno dei simboli più raffinati dell’artigianato tessile italiano.

Il Corallo di Torre del Greco rappresenta una delle eccellenze assolute della gioielleria mediterranea, frutto di competenze tramandate da generazioni di maestri artigiani.

Il Cammeo di Torre del Greco, infine, continua a raccontare un’arte incisoria unica al mondo, capace di trasformare conchiglie e pietre preziose in autentiche opere d’arte.

Le decisioni favorevoli del Ministero saranno ora trasmesse alla Direzione generale per la Proprietà Industriale – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, che inoltrerà i fascicoli all’EUIPO, l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale, chiamato a completare la procedura di registrazione definitiva.

Un’opportunità per le eccellenze italiane.

Il nuovo sistema delle IGP non agricole non riguarda solo le prime quattro candidature, ma apre nuove prospettive per centinaia di produzioni artigianali italiane, dalle ceramiche artistiche ai tessuti, dalla gioielleria agli strumenti musicali. Un’opportunità per valorizzare e proteggere un patrimonio unico di competenze, tradizioni e identità territoriali, coinvolgendo anche numerosi distretti siciliani e rafforzando il ruolo del Made in Italy sui mercati internazionali.

Il futuro del Made in Italy passa dai territori

Le IGP non agricole rappresentano una nuova visione del Made in Italy, in cui tradizione e innovazione si rafforzano reciprocamente. Tutelare un prodotto significa valorizzare competenze, imprese e territori, preservando un patrimonio di identità e cultura che costituisce il vero valore distintivo del Made in Italy nel mondo.

Sense of Italy

Le prime IGP non agricole incarnano pienamente il Sense of Italy: un modello che valorizza l’identità territoriale come motore di competitività e sviluppo. Ogni manufatto racchiude storia, tradizione e saper fare, trasformando il Made in Italy in un patrimonio di eccellenza riconosciuto nel mondo. Le prime quattro candidature segnano l’inizio di un percorso che rafforza la tutela dell’artigianato italiano e conferma che il futuro del Made in Italy passa dalla valorizzazione delle sue radici e della sua unicità.