Urso: «Gli incentivi a chi produce in Europa». La sfida è difendere industria e lavoro

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Difendere la capacità produttiva italiana e riportare la politica industriale al centro delle strategie europee.
È il messaggio che emerge dalle ultime dichiarazioni del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, intervenuto sul futuro dell’industria durante la recente visita alle Acciaierie Valbruna di Bolzano.

Il ministro ha indicato una linea precisa: «gli incentivi devono andare solo a chi produce nel nostro continente», sostenendo la necessità di introdurre un principio di preferenza europea capace di tutelare produzioni, investimenti e occupazione dalla crescente concorrenza internazionale.

Il caso Valbruna assume, secondo Urso, un valore che va oltre il singolo stabilimento. La nuova concessione trentennale dell’area produttiva consente infatti di consolidare la presenza industriale e salvaguardare centinaia di posti di lavoro. «Noi crediamo nell’industria italiana», ha ribadito il ministro, sottolineando l’importanza di mantenere nel Paese produzioni considerate strategiche.

Urso ha inoltre richiamato le nuove misure europee di salvaguardia sull’acciaio e la necessità di contrastare forme di concorrenza sleale provenienti dai mercati extraeuropei. Una posizione che si inserisce in una visione più ampia: rafforzare l’autonomia industriale dell’Unione e collegare incentivi pubblici, appalti e politiche europee alla presenza effettiva di attività produttive sul territorio.

Il messaggio riguarda direttamente anche il Made in Italy. Tutelarne il valore significa infatti non soltanto promuovere i prodotti sui mercati mondiali, ma preservare le filiere, le competenze, il lavoro e quella base manifatturiera che continua a rappresentare uno dei principali elementi di forza dell’economia italiana.

Una sfida sempre più europea: competere nel mondo senza rinunciare alla propria capacità di produrre, innovare e creare occupazione.