L’intelligenza artificiale applicata ai processi produttivi può rappresentare un nuovo rinascimento industriale per l’Italia. E Torino e il Piemonte possono esserne protagonisti.
È da qui che dobbiamo partire: dalle competenze, dalla capacità di innovare e da un sistema imprenditoriale che ha tutte le carte in regola per guidare questa trasformazione. Lo abbiamo fatto fin dall’inizio della legislatura.
L’Italia è stata la prima nazione in Europa a dotarsi di una legge sull’AI per accompagnare l’applicazione della normativa europeo e per declinare un approccio che mantenesse al centro la persona senza.
Oggi con la Fondazione AI4I a Torino, la Fondazione Chips.IT a Pavia e l’IIT a Genova stiamo costruendo un triangolo strategico per lo sviluppo delle tecnologie avanzate e delle applicazioni dell’AI. Un nuovo ‘triangolo’ industriale e scientifico che può diventare un motore di crescita per tutto il Paese.
Ma l’innovazione deve tradursi in investimenti, produttività e nuove opportunità per le imprese. Per questo abbiamo costruito strumenti concreti, come il Nuovo Piano Transizione 5.0, che da giugno a oggi ha già raccolto circa 25 mila istanze per 7,3 miliardi di euro di investimenti e che vogliamo estendere per tutto il 2029 con la prossima legge di bilancio, rafforzandolo anche attraverso il sostegno al cloud e un voucher per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per le pmi.
Ci candidiamo inoltre a ospitare una delle tre gigafactory europee dell’intelligenza artificiale e stiamo lavorando a un pacchetto di misure per la robotica avanzata e l’AI fisica, per sostenere le imprese, rafforzare la filiera e favorire nuove partnership industriali. Una tecnologia che non deve liberarci dal lavoro, ma dalla fatica e dal pericolo del lavoro, mettendosi al servizio delle persone, delle imprese e della qualità del lavoro. È su questa visione che l’Europa deve saper costruire una propria strada, alternativa ai modelli statunitense e cinese.
Gli investimenti annunciati per i data center in Italia confermano la portata delle opportunità che abbiamo davanti: nel triennio 2023-2025 sono stati investiti in Italia 7,1 miliardi di euro per la realizzazione e l’allestimento di nuovi campus. Per il triennio 2026-2028 sono annunciati ulteriori investimenti potenziali pari a 25,4 miliardi di euro, una cifra che potrebbe crescere ulteriormente. Oggi siamo maturi per cogliere le nuove opportunità offerte dall’AI applicata ai data center, grazie anche a un sistema produttivo capace di esprimere una filiera in grado di fornire beni, tecnologie e servizi alle imprese che realizzano queste infrastrutture.
In uno scenario internazionale segnato da conflitti e tensioni commerciali, l’Italia continua a dimostrare la forza e la resilienza del proprio sistema produttivo. Nel 2025 il nostro export è cresciuto del 3,3%, con un incremento del 7,2% verso gli Stati Uniti, nonostante i dazi. E anche nei primi sette mesi del 2026, nonostante le tensioni legate al conflitto nel Golfo Persico, le esportazioni italiane hanno registrato una crescita del 4,7%. Risultati che confermano la capacità delle nostre imprese di competere sui mercati internazionali grazie a un’offerta diversificata, a distretti industriali maturi e a competenze che ci rendono tra i principali protagonisti manifatturieri europei.
È quanto ho dichiarato all’Assemblea pubblica dell’Unione Industriali di Torino, in occasione dei 120 anni dell’Associazione.
Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy
