Le società di capitali trainano la crescita regionale: +899 imprese, oltre il 71% del saldo positivo. Tutte le province in attivo, Bari prima per incremento assoluto e Foggia per tasso di crescita. In Italia il miglior saldo dal 2021.
La Puglia chiude il terzo trimestre del 2026 con 1.258 imprese in più, facendo registrare un tasso di crescita dello 0,34%, superiore alla media nazionale dello 0,32% e in miglioramento rispetto allo 0,30% dello stesso periodo del 2025. Tra luglio e settembre sono state 3.818 le nuove iscrizioni e 2.560 le cessazioni, al netto delle cancellazioni d’ufficio. Al 30 settembre il sistema imprenditoriale pugliese conta complessivamente 374.143 imprese registrate.
È quanto emerge dai dati Movimprese, l’analisi trimestrale sulla natalità e mortalità delle imprese realizzata da Unioncamere e InfoCamere sulla base delle informazioni del Registro delle imprese delle Camere di commercio.
A trainare la crescita sono soprattutto le società di capitali, che registrano un saldo positivo di 899 unità, risultato di 1.280 iscrizioni e 381 cessazioni. Con un tasso di crescita dello 0,79%, superiore allo 0,73% nazionale, questa forma giuridica contribuisce per oltre il 71% all’incremento netto delle imprese pugliesi. Al 30 settembre le società di capitali registrate in regione sono 114.165, pari al 30,5% del totale.
«Il saldo positivo e soprattutto la crescita costante delle società di capitali – dichiara Vincenzo Cesareo, presidente di Unioncamere Puglia – è un’evoluzione che merita attenzione, perché segnala una progressiva trasformazione della struttura del nostro sistema imprenditoriale verso forme societarie potenzialmente più attrezzate per affrontare le sfide degli investimenti, dell’innovazione e dell’internazionalizzazione. Non dobbiamo però confondere la crescita numerica con il rafforzamento economico delle imprese: la loro capacità di competere si misura anche nella produttività, nell’occupazione che generano e nella possibilità di consolidarsi sui mercati. Per questo come sistema camerale regionale siamo impegnati ad accompagnare la vitalità imprenditoriale della Puglia con politiche tese a favorire l’accesso al credito, la crescita dimensionale, la formazione delle competenze e la semplificazione amministrativa. La sfida non è soltanto avere più imprese, ma creare le condizioni perché siano più solide, innovative e competitive, capaci di produrre valore e occupazione stabile nei nostri territori».
Positivo anche l’andamento delle ditte individuali, che aumentano di 353 unità, con 2.328 iscrizioni e 1.975 cessazioni. Restano la forma d’impresa più diffusa in Puglia, con 220.208 unità registrate, pari al 58,9% del totale regionale. Le società di persone, 27.852, chiudono il trimestre con un saldo di +9 imprese, mentre le altre forme giuridiche, complessivamente 11.918, registrano una lieve flessione di tre unità.
La dinamica conferma come la crescita numerica del sistema produttivo regionale sia sostenuta in misura prevalente dalle società di capitali, mentre le imprese individuali continuano a rappresentarne la componente quantitativamente più rilevante.
I dati delle province pugliesi
Il segno positivo accomuna tutte le province pugliesi, pur con differenze nei ritmi di crescita. Foggia registra il tasso più elevato della regione, con un +0,42% e un saldo di 291 imprese in più, seguita da Bari (+0,40%), che presenta l’incremento più consistente in valori assoluti, con 547 imprese in più. Seguono Taranto (+0,30%, pari a 156 imprese), Brindisi (+0,26%, +104) e Lecce (+0,21%, +160).
Artigianato, la Puglia cresce più della media italiana
Segnali positivi arrivano anche dall’artigianato, che nel trimestre registra in Puglia 752 iscrizioni e 634 cessazioni, con un saldo di +118 imprese. Il tasso di crescita si attesta allo 0,18%, contro lo 0,11% nazionale, migliorando rispetto allo 0,10% dello stesso trimestre del 2025. A fine settembre le imprese artigiane registrate in regione sono 65.569.
Anche in questo comparto tutte le province chiudono in positivo. Foggia guida la graduatoria per tasso di crescita, con un +0,40% e 34 imprese artigiane in più, seguita da Taranto (+0,27%, +20), Lecce (+0,25%, +43), Brindisi (+0,10%, +7) e Bari (+0,06%, +14). Lecce registra invece il saldo più elevato in valori assoluti.
IL QUADRO NAZIONALE: IL MIGLIOR SALDO DAL 2021
La dinamica pugliese si inserisce in un contesto nazionale di crescita del tessuto imprenditoriale. Tra luglio e settembre 2026 il Registro delle imprese delle Camere di commercio ha registrato 62.788 nuove iscrizioni e 44.385 cessazioni, con un saldo positivo di 18.403 imprese (+0,32%), il risultato più alto dal 2021 e superiore alle 16.920 unità dello stesso trimestre del 2025. Al 30 settembre le imprese registrate in Italia sono 5.828.620.
Anche a livello nazionale la crescita è sostenuta soprattutto dalle società di capitali, aumentate di 14.529 unità (+0,73%), che rappresentano il 79% dell’incremento complessivo. Le società di capitali registrate in Italia superano così i due milioni, attestandosi a 2.007.486.
In aumento anche le ditte individuali (+5.030, pari allo 0,18%), mentre le società di persone registrano una contrazione di 1.342 unità (-0,17%). Il confronto evidenzia una differenza rispetto alla Puglia, dove anche queste ultime, sia pure marginalmente, chiudono il trimestre in positivo.
La geografia della crescita: Centro e Mezzogiorno sopra la media nazionale
A livello territoriale, tutte le quattro macroaree italiane chiudono il trimestre con un saldo positivo. Il Centro registra il tasso di crescita più elevato (+0,34%), con 4.114 imprese in più, seguito dal Mezzogiorno (+0,33%), che presenta l’incremento più consistente in valori assoluti, con 6.521 imprese in più. Lo stesso tasso di crescita del Mezzogiorno si registra nel Nord-Ovest (+0,33%, pari a 4.979 imprese), mentre il Nord-Est cresce dello 0,25%, con un saldo di +2.789 imprese.
La Puglia, con il suo +0,34%, si colloca dunque sopra la media italiana e leggermente al di sopra di quella del Mezzogiorno, con una dinamica positiva diffusa territorialmente e una crescita trainata soprattutto dalle società di capitali.
Fonte: Unioncamere–InfoCamere, Movimprese, III trimestre 2026. Elaborazione dei dati regionali e provinciali per forma giuridica. www.infocamere.it/movimprese.
Per l’ufficio stampa di Unioncamere Puglia
Chicca Maralfa

