IA², l’Intelligenza Artificiale incontra il saper fare italiano: da ItalPlanet una nuova idea per l’artigianato

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Un nuovo paradigma per mettere l’innovazione al servizio delle imprese, dei territori e del Made in Italy. Dall’esperienza editoriale di ItalPlanet nasce la riflessione su IA² – Artigianato × Intelligenza Artificiale

Tutti parlano di Intelligenza Artificiale. Ma quante imprese, soprattutto micro, piccole e artigiane, riescono oggi realmente a trasformarla in valore?
È da questa domanda che ItalPlanet, nell’ambito del proprio impegno editoriale per la promozione del Made in Italy, dell’innovazione e dell’internazionalizzazione delle imprese italiane, avvia una nuova riflessione: IA² – Artigianato × Intelligenza Artificiale.

Un’idea che parte da un principio semplice: la grande trasformazione tecnologica in corso può rappresentare un’opportunità straordinaria per il sistema produttivo italiano soltanto se riuscirà a dialogare con ciò che rende il nostro Paese unico nel mondo – creatività, competenze, territori e cultura del saper fare.
Nel corso dei suoi interventi istituzionali, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha delineato una posizione che pone al centro una visione antropocentrica dell’Intelligenza Artificiale, nella quale l’innovazione deve contribuire alla competitività del sistema produttivo mantenendo centrale il ruolo dell’uomo. Una prospettiva particolarmente significativa per un Paese come l’Italia, nel quale manifattura e artigianato rappresentano non soltanto settori economici, ma componenti essenziali dell’identità produttiva nazionale.

L’Italia ha qualcosa che l’Intelligenza Artificiale non può sostituire
L’artigianato italiano conta oltre un milione di imprese e rappresenta circa un quarto del sistema imprenditoriale nazionale. Ma dietro questi numeri esiste qualcosa di ancora più importante: un patrimonio di conoscenze, tecniche, creatività e capacità manuali sedimentato nei territori.
Ceramica, vetro, oreficeria, corallo, moda, tessile, legno, pelletteria, design e lavorazioni artistiche raccontano un’Italia nella quale il valore del prodotto nasce dall’incontro tra persona, materia e territorio.
Un patrimonio che oggi trova ulteriore riconoscimento anche nel nuovo sistema europeo delle Indicazioni Geografiche per i prodotti artigianali e industriali.
Nel 2026 il MIMIT ha infatti riconosciuto le prime quattro produzioni italiane nel percorso delle nuove IGP artigianali e industriali: Vetro di Murano, Merletto di Burano, Cammeo e Corallo di Torre del Greco hanno aperto in Italia una nuova stagione di tutela delle produzioni legate ai territori. È proprio qui che l’Intelligenza Artificiale può assumere una funzione nuova.
Non sostituire il saper fare, ma moltiplicarne le possibilità.

IA²: due intelligenze che si incontrano
Da questa considerazione nasce il concept:

IA² = ARTIGIANATO × INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Il segno “al quadrato” vuole rappresentare non una semplice somma, ma una moltiplicazione delle capacità.
Da una parte l’intelligenza dell’artigiano: esperienza, creatività, manualità, conoscenza dei materiali, capacità di trasformare un’idea in un oggetto.
Dall’altra l’Intelligenza Artificiale: strumenti che possono aiutare anche la piccola impresa a progettare, organizzarsi, comunicare, creare cataloghi multilingue, raggiungere nuovi clienti, conoscere i mercati e affrontare l’internazionalizzazione.
Il tema è particolarmente attuale. I dati Istat mostrano che nel 2025 l’utilizzo dell’IA nelle imprese italiane con almeno dieci addetti è raddoppiato, passando dall’8,2% al 16,4%.
Ma evidenziano contemporaneamente un crescente divario tra grandi imprese e PMI e indicano nella carenza di competenze uno dei principali ostacoli all’adozione delle nuove tecnologie.
È dunque nelle imprese più piccole che si giocherà una parte importante della sfida.

Dall’artigianato ai territori
IA² nasce come riflessione sull’innovazione, ma guarda oltre la tecnologia.
Per ItalPlanet il Made in Italy non coincide soltanto con un prodotto. È il risultato di un ecosistema nel quale impresa, territorio, cultura, turismo e capacità di creare esperienza sono profondamente collegati.
Una bottega artigiana può essere contemporaneamente luogo di produzione, spazio culturale, attrazione per il visitatore e porta d’ingresso nella storia di un territorio.
L’Intelligenza Artificiale può aiutare a raccontare tutto questo nel mondo, superando barriere linguistiche e dimensionali e rendendo disponibili anche alle microimprese strumenti che fino a pochi anni fa erano accessibili prevalentemente alle organizzazioni più strutturate.

Il passaggio diventa quindi:

DA PRODOTTO DA ACQUISTARE A ESPERIENZA DA VIVERE.
Un concetto che ItalPlanet considera centrale nella propria visione del Sense of Italy: esportare non soltanto prodotti, ma quell’insieme di cultura, bellezza, territorio, creatività e stile di vita che contribuisce alla forza internazionale dell’Italia.

Innovare significa anche tramandare
Esiste poi una seconda sfida. Molte conoscenze artigianali italiane vivono ancora attraverso la trasmissione diretta tra maestro e allievo. Tecniche, gesti, terminologie e conoscenza dei materiali rischiano di scomparire quando viene meno il passaggio generazionale.
Anche in questo campo il digitale e l’IA possono svolgere una funzione importante: documentare, organizzare e rendere fruibile il patrimonio del saper fare.
Innovare, quindi, può significare anche conservare e tramandare.
E proprio l’incontro tra giovani competenze digitali e maestri artigiani potrebbe rappresentare una delle opportunità più interessanti: chi conosce la materia incontra chi conosce i nuovi strumenti.

ItalPlanet: raccontare l’innovazione che nasce dall’identità
Da anni ItalPlanet racconta il Sistema Italia attraverso le sue imprese, le istituzioni, i territori, l’artigianato, il turismo e i processi di internazionalizzazione.
Oggi questo impegno editoriale si estende inevitabilmente all’Intelligenza Artificiale, non considerata come un tema separato dal Made in Italy, ma come una delle grandi trasformazioni con le quali il Made in Italy dovrà misurarsi.

IA² nasce da questa osservazione.
È ancora prima di tutto un’idea, una visione da condividere e sviluppare: costruire un modello italiano nel quale l’Intelligenza Artificiale diventi accessibile anche alle imprese più piccole e venga utilizzata per rafforzare, anziché omologare, la nostra identità produttiva.
La sfida è portare l’innovazione dentro le botteghe senza togliere valore alle mani, alla creatività e alle persone.

Perché il futuro del Made in Italy può essere sempre più tecnologico senza diventare meno italiano.

#IA² – ARTIGIANATO × INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Il sapere delle mani. L’intelligenza del futuro. Il valore del Made in Italy.