I dati Coronavirus aggiornati: quanti sono i contagi giornalieri in Italia, il numero totale, i dimessi/guariti, i deceduti e le zone più colpite.
Continua a destare grande preoccupazione la situazione in Italia legata all’emergenza Coronavirus e al crescente numero di nuovi casi di contagio. Mentre il Governo si prepara a prorogare lo stato di emergenza da Covid-19 fino a gennaio 2021 e la Regione Lazio emana un’ordinanza per rendere obbligatorie le mascherine anche all’aperto 24h, ovunque si continua a ribadire l’importanza di tenere alta l’allerta e di rispettare le misure di prevenzione:
distanziamento sociale di almeno un metro;
disinfezione frequente degli ambienti ad uso promiscuo;
evitare di toccarsi naso, bocca e occhi;
lavare o disinfettare bene le mani;
indossare la mascherina.
Coronavirus: il trend in Italia
Il Ministero della Salute segnala che allo stato attuale il virus circola in tutto il Paese e conferma un aumento nei nuovi casi in Italia per la ottava settimana consecutiva con una incidenza cumulativa (dati flusso ISS) nel periodo 7/9-20/9 di 31.4 per 100mila abitanti (era a 29,4 per 100.000 abitanti nel periodo 31/8–13/9). L’età media dei contagiati è stabile a 41 anni, mentre l’ultimo aggiornamento dell’ISS mostra un’età mediana dei pazienti deceduti pari a 80 anni e in media 3,4 patologie preesistenti.
Per quanto concerne l’origine dei nuovi casi:
dieci Regioni/PPAA hanno riportato un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente da attribuire unicamente a un aumento di casi importati (da Stato estero e/o da altra Regione) o ad un aumento nella attività di screening;
la maggior parte dei casi segnalati (84,2%) continua ad essere contratta sul territorio nazionale, con una lieve diminuzione dei casi importati da stato estero (8% dei nuovi casi diagnosticati questa settimana contro i 10,8% registrati in precedenza) e anche dei casi importati da altra Regione/PA (3,3% nella settimana corrente vs 5,5% la settimana precedente);
il 27,6% dei nuovi casi diagnosticati in tutto il Paese è stato identificato tramite attività di screening, mentre il 35,8% nell’ambito di attività di contact tracing e il 31,4% perché sintomatici (nel 5,2% non è stata riportata la ragione dell’accertamento diagnostico).
I principali focolai, ovvero l’individuazione di 2 o più casi positivi tra loro collegati, rimane in ambito domiciliare/familiare (76,1% di tutti i focolai attivi), con un lieve aumento dei focolai associati ad attività ricreative (6,3%) e all’ambito lavorativo (5,6%). In Italia sono stati riportati complessivamente 2868 focolai attivi di cui 832 nuovi, entrambi in aumento per la ottava settimana consecutiva (nella precedente settimana di monitoraggio erano stati segnalati 2397 focolai attivi di cui 698 nuovi). Questi focolai sono presenti nella quasi totalità delle province (102/107).
Per ora non siamo ancora tornati a livelli preoccupanti di sovraccarico dei servizi sanitari assistenziali, anche se a livello nazionale:
il tasso di occupazione dei posti letto in area medica è aumentato dal 4% al 5%;
il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva dal 2% al 3%, con valori superiori al 10% in alcune Regioni/PA.
Speciale Coronavirus, in collaborazione con Pmi.it
