
Una giovane donna con il capo cinto da una corona muraria completata da torri detta “turrita” è la personificazione nazionale dell’Italia spesso accompagnata dalla Stella d’Italia e da altri attributi aggiuntivi il più comune dei quali è la cornucopia.
Questa immagine vuole trasmettere simbolicamente la regalità e la nobiltà delle città italiane, grazie alla presenza protettiva della corona turrita, l’abbondanza dei raccolti agricoli della penisola italiana, rappresentata dalla cornucopia, e il fulgido destino dell’Italia simboleggiato dalla Stella d’Italia.
Le donne nella storia italiana, se si eccettuano rare personalità celebri, sono state una sorta di lato oscuro della luna: presenti, spesso attivissime, ma ancor più spesso pressoché invisibili.
Eppure la storia italiana ci ha dato personalità femminili di spicco in tutti i campi.
Per quanto riguarda il mondo dell’arte, già nel Cinquecento troviamo alcune figure degne di memoria, come la bolognese Properzia de’ Rossi, prodigiosa scultrice; ma il caso più celebre è quello di Artemisia Gentileschi, dotatissima figlia di Orazio, uno dei più grandi pittori del primo Seicento.
Non mancano poi altri nomi di spicco, come Sofonisba Anguissola, in assoluto la prima artista italiana a ottenere un grande successo internazionale; o Rosalba Carriera, una delle più brillanti e originali ritrattiste del primo Settecento. E ancora, Maria Montessori, la prima donna in Italia laureata in medicina e costantemente impegnata a favore dei bambini diversamente abili, è ancora oggi nota in tutto il mondo per il cosiddetto “metodo Montessori”.
L’Italia può inoltre contare su nomi di primo piano anche nel campo della ricerca scientifica: basti pensare al Nobel Rita Levi Montalcini, o all’astrofisica Margherita Hack; così come nel campo della letteratura: dal Premio Nobel Grazia Deledda ad Elsa Morante, passando per Ada Negri, Natalia Ginzburg, Oriana Fallaci o Susanna Tamaro.
Anche il mondo della politica ci ha dato figure di primo piano sia a livello nazionale – un esempio per tutti, quello di Irene Pivetti, eletta nel 1994 Presidente della Camera dei Deputati a soli 31 anni: la più giovane Presidente della Camera della storia italiana – che a livello internazionale: basti citare Sonia Gandhi, Presidente del Partito del Congresso Indiano, originaria della provincia di Vicenza; o, Janet Napolitano, newyorkese ma di padre italiano, che il 20 gennaio 2009 assunse le piene funzioni di Segretario della Sicurezza Interna nell’amministrazione del Presidente Obama.
Se troppo lunga sarebbe la lista delle donne italiane che si sono distinte nel mondo dello spettacolo, del cinema, della danza, della musica, di primo piano è stato anche il contributo femminile nel mondo dello sport: si pensi a Giulia Quintavalle, prima donna italiana nella storia dei giochi olimpici – a soli 15 anni – a vincere la medaglia d’oro nel judo; a Federica Pellegrini, entrata da tempo nella storia del nuoto mondiale; a Valentina Vezzali, pluri campionessa olimpica di fioretto; o a Deborah Compagnoni, la più grande campionessa dello sci italiano.
Le donne italiane restano simbolo dell’eccellenza, creano impresa e si distinguono negli studi e nella ricerca Il lavoro femminile decisivo per lo sviluppo economico di un Paese. Donne come serbatoio di “saggezza, generosità, attitudine a smussare conflitti e a respingere la violenza”. Ecco perché serve più impegno per “promuovere il lavoro e la partecipazione femminile, in tutti i settori. Dobbiamo garantire alle donne la piena compatibilità tra la cura della famiglia, che è una funzione essenziale per lo sviluppo ordinato di un Paese, e l’attività professionale.
Sergio Mattarella Presidente della Repubblica
Senza la donna non c’è armonia nel mondo Tante volte, quando noi parliamo delle donne”, ne parliamo in modo funzionale: “ma, la donna è per fare questo”, nota il Papa. Invece la donna porta una ricchezza che l’uomo non ha: la donna porta armonia al Creato: “Quando non c’è la donna, manca l’armonia. Noi diciamo, parlando: ma questa è una società con un forte atteggiamento maschile, e questo, no? Manca la donna. ‘Sì, sì: la donna è per lavare i piatti, per fare …’. No, no, no: la donna è per portare armonia. Senza la donna non c’è armonia. Non sono uguali, non sono uno superiore all’altro: no. Soltanto che l’uomo non porta l’armonia: è lei. è lei che porta quella armonia che ci insegna ad accarezzare, ad amare con tenerezza e che fa del mondo una cosa bella.
Papa Francesco
