“Università e Business School: Chiave per la Competitività delle Imprese Italiane”, Intervento di Gaetano Fausto Esposito

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Il Rapporto sul “Futuro della competitività europea” di Mario Draghi sottolinea come debolezza la modesta capacità delle Università europee di trasformare la ricerca in innovazione per la competitività. In Italia le Università contribuiscono per il 25% alla complessiva spesa di ricerca, ma negli ultimi anni si è ridotta la cooperazione tra imprese e università che nel 2022 interessava il 20% delle aziende e oggi è scesa al 12%.

Lo ha sottolineato Gaetano Fausto Esposito – Direttore Generale del Centro Studi Tagliacarne – durante il suo intervento in occasione della quinta edizione dei Summit Accademici CUOA: gli incontri rivolti alle Università aderenti al CUOA (Centro universitario di organizzazione aziendale) per confrontarsi sulle strategie da attuare nel rapporto con le imprese e la Pubblica Amministrazione.

Tuttavia – ha precisato Esposito – quando al rapporto con l’università si somma l’attività di formazione svolta dalle business school questa situazione ha un effetto migliorativo sulle performance aziendali: le imprese che per il 2024 prevedono un aumento di fatturato passano dal 28% di quelle che non hanno rapporti né con università né con business school, al 51% se hanno relazioni con entrambi gli enti.

Inoltre – ha aggiunto il Direttore Generale del Centro Studi Tagliacarne – la doppia relazione con Università e business School migliora anche la capacità di investimento nella doppia transizione digitale e green. Negli anni 2024-26 solo il 28% delle imprese investirà nella digitalizzazione tra le aziende che non cooperano né con università né con business school che passano al 65% quando hanno rapporti con entrambi gli enti, mentre per quanto riguarda gli investimenti ambientali se non ci sono relazioni solo il 34% delle aziende seguirà questa strada, percentuale che aumenta al 70% per quante hanno rapporti con entrambi gli enti.

Quindi – ha specificato il direttore generale – esiste per le nostre imprese sia un effetto Università che un effetto business school che migliora competitività ed investimenti, ma anche le relazioni con tutti i soggetti del territorio, al punto che mentre solo l’11% delle imprese svolge interventi per valorizzare il territorio dove sono presenti questa percentuale sale al 42% per quelle che hanno relazioni sia con le università che con le business school.