È partita ieri a Veronafiere l’edizione 2025 di Vinitaly, che fino al 9 aprile si conferma il punto di riferimento internazionale per il mercato del vino e dei distillati. Un evento che raccoglie il meglio della produzione enologica mondiale, selezionato con cura dai vertici di Veronafiere.
Un ricco calendario di appuntamenti caratterizza questa edizione: convegni di respiro internazionale, degustazioni esclusive, masterclass sui temi più attuali. E ancora, incontri istituzionali, dibattiti, passerelle politiche e tanto business. Il tutto in un clima conviviale, che rende piacevole anche solo incrociare amici e conoscenti tra uno stand e l’altro.
Veronafiere accoglie con entusiasmo questo universo variegato. Tra gli appuntamenti più attesi di lunedì, gli incontri con i commissari europei alla Salute e all’Agricoltura, l’ungherese Olivér Várhelyi e il lussemburghese Christophe Hansen, che affronteranno temi cruciali come il rapporto tra alcol e salute e il futuro dell’agricoltura in un contesto di crisi climatica. Attesi anche i ministri italiani, in primis Francesco Lollobrigida per l’Agricoltura. Intanto, le oltre 4.000 aziende espositrici si preparano a stupire con novità e innovazione nei propri stand.
Tra i temi centrali di quest’anno: dazi e mercati internazionali, ma anche la sfida dei NoLo (no alcol e low alcol). In merito, l’Osservatorio Uiv-Vinitaly presenterà una ricerca dettagliata su consumi e tendenze emergenti. Come sottolinea il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo: “Oggi Vinitaly rappresenta l’aggregatore naturale del vino italiano sui principali mercati target. Un posizionamento che intendiamo rafforzare per affrontare le sfide attuali e tracciare nuove rotte di sviluppo.”
Tra gli eventi clou, l’inaugurazione ufficiale di domenica alle ore 11 al Palaexpo, seguita ogni giorno da numerose attività nell’area mixology. Per gli appassionati, ogni sera nel centro storico di Verona c’è Vinitaly and the City, l’anima urbana e festosa del salone.
All’inaugurazione della 57ª edizione erano presenti quattro ministri (Lollobrigida, Urso, Ciriani, Giuli), tre presidenti di Regione (Zaia, De Luca, Schifani) e la vicepresidente del Parlamento europeo, Sberna: un segnale forte dell’importanza strategica che il settore del vino continua a ricoprire a livello nazionale e internazionale.
Il ministro dello Sviluppo economico Adolfo Urso ha ribadito che “nei momenti di crisi l’Italia cresce più degli altri, siamo il Paese in cui le esportazioni sono cresciute di più nel mondo dopo la pandemia è stata l’Italia”. Il ministro Urso si è espresso anche sulla situazione con Trump. “Dobbiamo evitare una guerra commerciale con gli Stati Uniti – ha aggiunto – perché ci faremmo male tutti, evitiamo una reazione ‘di pancia’ attivando contromisure che farebbero male al sistema, ma ragioniamo con il cervello: serve una risposta razionale, responsabile e condivisa.

