Il prossimo 4 novembre, a Bruxelles, l’aula del Parlamento europeo accoglierà una sessione speciale. Non saranno gli eurodeputati a prendere la parola, ma imprenditori provenienti da tutto il continente: è il Parlamento europeo delle imprese, l’iniziativa biennale di Eurochambres, che riunisce le Camere di commercio europee. Ne ho parlato su IlFoglio sottolineando che all’evento parteciperanno 76 imprenditori italiani, accompagnati dai vertici del sistema camerale.
Nato nel 2008 come esperimento di partecipazione, è diventato nel tempo un vero laboratorio di democrazia economica. Qui, chi ogni giorno produce, investe e rischia sul mercato porta la propria voce direttamente nel cuore delle istituzioni europee. È un gesto politico, nel senso più alto: far parlare l’economia reale in un’Europa che è spesso percepita distante dai territori e dagli imprenditori.
Tre saranno i temi al centro del dibattito: la decarbonizzazione e la competitività, con la richiesta di una transizione ecologica praticabile; il mercato unico e la semplificazione, per ridurre la frammentazione normativa; commercio internazionale e sicurezza economica, per rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa.
Il Parlamento europeo delle imprese non è solo un evento. È un segnale: l’Europa che ascolta chi fa impresa, che riconosce che la competitività non nasce nei regolamenti, ma nei laboratori, negli stabilimenti e negli uffici dove ogni giorno si costruisce ricchezza reale.
Giuseppe Tripoli, Segretario generale di Unioncamere


