Torna a crescere la produzione industriale nel penultimo mese del 2025, con l’indice destagionalizzato che aumenta dell’1,5% rispetto a ottobre e l’indice generale che cresce in termini tendenziali dell’1,4%, mentre nella media del trimestre settembre-novembre si registra un +1,1% rispetto ai tre mesi precedenti.
Su base mensile l’Istat (link ai dati completi in pdf) aumenti in tutti i raggruppamenti principali di industrie con variazioni positive per l’energia (+3,9%), i beni strumentali (+2,1%), i beni di consumo (+1,1%) e, marginalmente, per i beni intermedi (+0,1%). Dal confronto annuo emergono progressi per i beni strumentali (+3,3%), l’energia (+2%) e i beni intermedi (+1%), mentre diminuiscono lievemente i beni consumo (-0,8%).
Produzione industriale, indice destagionalizzato e media mobile a tre mesi

Gennaio 2020–novembre 2025 (base 2021=100)
I settori di attività economica con gli incrementi tendenziali maggiori sono la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+8,7%), la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+5,8%) e la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+5,1%). Le flessioni più ampie riguardano la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-4,4%), la fabbricazione di mezzi di trasporto (-3,1%) e la fabbricazione di prodotti chimici (-2,9%).
Confcommercio: “Segnali incoraggianti per il 2026”
Commentando i dati della produzione industriale, il direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella, ha affermato che “il dato sulla produzione industriale di novembre consolida la percezione di un quarto trimestre tonico sotto il profilo dell’economia nel complesso e nelle sue diverse componenti. Se queste congetture saranno realizzate dentro i dati di contabilità nazionale di prossima pubblicazione, ciò permetterebbe di entrare nel 2026 con un’eredità positiva, favorendo la possibilità di una crescita, nell’anno appena iniziato, prossima all’1%. In termini prospettici è importante che la tendenza al ridimensionamento dell’attività industriale si sia arrestata, con un indice che comunque si attesta su valori storicamente esigui”.
“Senza particolari enfasi – ha concluso – va segnalata anche la sostanziale diffusione ai diversi segmenti della tendenza al miglioramento, con spunti favorevoli che coinvolgono anche la produzione di beni di consumo. Dato, quest’ultimo, che potrebbe suggerire come i recuperi rilevati a novembre sul versante delle vendite possano rappresentare un affidabile segnale di un miglioramento della domanda delle famiglie”.

