L’Italia accelera sulla rotta della doppia transizione: quella della sostenibilità ambientale e dell’innovazione digitale. Il segnale più tangibile è nella crescita del numero dei brevetti così come segnalato dall’analisi di Unioncamere sulla proprietà intellettuale dei soggetti italiani presso l’Epo. I numeri: tra 2021 e 2024, l’incremento delle domande di brevetto green è stato del 25,2%, mentre quello delle tecnologie digitali (Cybersecurity, Intelligenza Artificiale e Tecnologie Quantistiche) ha toccato il +16,6%.
Andando a ritroso, il progresso è stato quasi costante: dalle 170 domande di brevetto in tecnologie emergenti del 2016 si è passati ai 255 del 2024; quelle nel settore green, da 201 sono diventate 313.
Nella industry dell’intelligenza artificiale i brevetti passano da 13 a 52 in otto anni e oggi valgono oltre il 20% dell’area delle tecnologie emergenti.
Dal lato green, la classe più rappresentata è quella dei metodi e sistemi per l’elaborazione dei dati aziendali, che da sola pesa per il 12% del totale: un dato che conferma quanto il digitale sia centrale nell’ottimizzazione dei processi e nelle esigenze informative delle imprese, a partire dalla rendicontazione e dai report di sostenibilità. Le crescite più intense si registrano però in ambiti pienamente industriali: processi di separazione fisica (+166,7%), silenziatori e dispositivi di scarico per motori (+150%), distribuzione e accumulo dell’energia elettrica (+100%). La fotografia è quella di un ecosistema che, passo dopo passo, combina energia, processi, mobilità dolce e software.
E proprio di brevetti relativi alle tecnologie verdi parleremo il 17 febbraio, alle 10, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del Ministro Adolfo Urso, in un incontro organizzato insieme con Symbola.

Giuseppe Tripoli, Segretario Generale Unioncamere
