Il turismo in Italia sta crescendo con passi da gigante eppure nell’opinione comune non gode della considerazione di altri settori. È un grave errore di percezione, nel mondo è tra le prime aree di business.
Questa bassa considerazione si ripercuote anche sul mercato del lavoro. In pochi anni il turismo ha assunto un peso ben più rilevante di quanto in molti avrebbero previsto; i dati del Sistema informativo Excelsior confermano che è tra i comparti più rilevanti per fabbisogni occupazionali e che sta crescendo la richiesta di competenze trasversali, digitali e innovative. In Italia, nei prossimi 5 anni, ci sarà bisogno tra i 78mila e gli 89mila addetti all’accoglienza e all’informazione alla clientela, e tra i 160mila e i 214mila professionisti nel campo della ristorazione. Eppure si fa fatica a trovarli.
Per accompagnare con politiche efficaci la competitività del turismo italiano occorre prima di tutto rafforzare l’orientamento, rendere più stretto il raccordo tra scuola e impresa, ma anche arricchire le politiche di recruiting da parte delle imprese, soprattutto nei riguardi dei giovani. E, soprattutto, occorre che da parte delle istituzioni, dei leader economici, dei policy makers si riconosca al turismo il ruolo rilevante e crescente che ha acquisito nell’economia in Italia e nel mondo.
Queste valutazioni e questi numeri rappresentano il contributo che ho voluto portare alla 25esima edizione di Fare Turismo, l’appuntamento nazionale sull’orientamento, la formazione e il lavoro nel turismo.

Giuseppe Tripoli, Segretario Generale Unioncamere
