“La crisi del Golfo rappresenta una sfida europea, non solo italiana. In poche settimane ha già generato miliardi di costi aggiuntivi per l’energia, che rischiano ora di tradursi in maggiore inflazione e minore crescita. Questo shock evidenzia criticità strutturali ma, al contempo, offre l’opportunità di rafforzare la nostra base industriale e sviluppare nuove filiere del MadeinItaly.
Il nodo centrale per le imprese resta il costo dell’energia. In un contesto globale instabile, la sicurezza energetica è una questione di sovranità. È quindi fondamentale accelerare sulle rinnovabili, investire nel nuovo nucleare e sostenere l’innovazione, accompagnando gli investimenti delle imprese. In questa direzione si inserisce anche la reintroduzione dell’iperammortamento per investimenti in autoproduzione energetica e beni strumentali per la trasformazione digitale e green, con 10 miliardi di euro nel triennio 2026-2028.
Dobbiamo trasformare questa crisi in un punto di svolta: meno dipendenze, più autonomia strategica, un sistema industriale più forte e competitivo”.
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