Un’Italia meno agricola e industriale e più terziaria. E’ la fotografia del raffronto tra il 1986 e oggi che viene fuori dalle analisi condotte dal Centro Studi Tagliacarne, che proprio quest’anno celebra 40 anni di attività.
“L’Italia è molto cambiata dal punto di vista territoriale e settoriale in questi anni – evidenzia Gaetano Fausto Esposito il direttore generale dell’Istituto – con la manifattura che ha visto ridurre il suo peso sull’industria di un quarto e l’agricoltura che nel 1986 pesava per poco meno del 5% e adesso poco più del 2%”.
In compenso è cresciuto, di quasi il 26%, il terziario.
Sul fronte territoriale “negli ultimi 40 anni circa 58 province, per la maggior parte del Centro Nord, hanno perso in termini di valore aggiunto pro-capite mentre al Sud, pur avendo ancora oggi un valore aggiunto pro-capite di poco meno del 70% della media italiana, abbiamo 21 province che hanno avuto dei progressi”.
Il raffronto si sposta, infine, sulle due principali città italiane. “Milano, che 40 anni fa faceva il 50% in più di valore aggiunto pro-capite rispetto alla media italiana, oggi raddoppia questo dato mentre Roma segna un arretramento al riguardo”, sottolinea Esposito.
- Unioncamere
- Istituto Tagliacarne
- Made in Italy
- Magazine
- N. 86 Italplanet Magazine Giugno 2026
- News
- Primo Piano

