La Sicilia al centro del Mediterraneo: una sfida che possiamo vincere di Antonino Belcuore

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Le parole pronunciate oggi dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in occasione dell’Assemblea di Confindustria Catania rappresentano molto più di una dichiarazione d’intenti. Esse delineano una prospettiva concreta per il futuro della Sicilia e, in particolare, del territorio del Sud Est dell’Isola.
Quando si afferma che Catania può diventare la “Milano del Sud” e che la Sicilia può assumere il ruolo di piattaforma logistica dell’Europa nel Mediterraneo, non si tratta di una semplice suggestione.
Si riconosce, piuttosto, una realtà che negli ultimi anni ha iniziato a prendere forma grazie agli investimenti nelle infrastrutture, alla crescita dell’aeroporto internazionale, allo sviluppo della microelettronica, all’attrazione di capitali e alla capacità delle nostre imprese di competere sui mercati globali.

Per troppo tempo la posizione geografica della Sicilia è stata considerata una condizione periferica. Oggi, invece, essa rappresenta il nostro principale vantaggio competitivo. Siamo al centro delle rotte che collegano Europa, Africa e Medio Oriente, in uno scenario internazionale nel quale logistica, energia, innovazione e sicurezza degli approvvigionamenti stanno assumendo un valore sempre più strategico.
In questo contesto il sistema produttivo del Sud Est Sicilia possiede tutte le caratteristiche per essere protagonista. Le nostre imprese operano in settori di eccellenza che spaziano dall’agroalimentare alla manifattura avanzata, dalla tecnologia all’energia, dal turismo ai servizi innovativi. Una rete imprenditoriale dinamica che continua a dimostrare capacità di adattamento, visione internazionale e forte radicamento territoriale.

La Camera di Commercio del Sud Est Sicilia guarda con particolare attenzione a questa prospettiva. Il nostro compito è accompagnare le imprese in un percorso di crescita che valorizzi l’innovazione, favorisca l’internazionalizzazione e rafforzi le connessioni con i grandi mercati mondiali. La sfida non riguarda soltanto le infrastrutture materiali, ma anche quelle immateriali: competenze, formazione, digitalizzazione, ricerca e capacità di attrarre talenti.
L’esperienza maturata negli ultimi anni nel comparto della microelettronica, dell’alta tecnologia e della transizione energetica dimostra che la Sicilia può competere ai massimi livelli europei.

Oggi occorre compiere un ulteriore salto di qualità, costruendo una visione condivisa tra istituzioni, imprese, università e sistema camerale. La crescita della Sicilia non può essere affidata a singoli interventi o a iniziative isolate. Serve una strategia di lungo periodo che metta al centro la competitività, la sostenibilità e la capacità di fare sistema. È questa la vera sfida che ci attende.
Come Camera di Commercio crediamo che il momento sia favorevole. Le trasformazioni in atto nei mercati internazionali, il rafforzamento delle relazioni nel Mediterraneo e le nuove opportunità offerte dall’innovazione tecnologica aprono scenari che fino a pochi anni fa apparivano difficilmente immaginabili.

La Sicilia ha oggi l’occasione di diventare non più una terra di confine, ma una terra di connessione. Non più periferia dell’Europa, ma uno dei suoi principali punti di accesso verso il Mediterraneo e il mondo.
È una sfida ambiziosa. Ma è una sfida che la Sicilia, con il contributo delle sue imprese, delle sue istituzioni e delle sue comunità, può e deve vincere.

Antonino Belcuore
Commissario Straordinario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia

 

Sicilia, piattaforma logistica d’Europa: Urso rilancia la sfida del Mediterraneo