Secondo il ministro delle Imprese e del Made in Italy non ci si può rassegnare alla desertificazione commerciale, “è una peculiarità italiana”. Il commercio italiano “innova, cresce e si trasforma, dobbiamo accompagnare questo sforzo”.
“Il rapporto che avete presentato è estremamente serio e rigoroso, come sempre”. Dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, è arrivato un forte apprezzamento per una ricerca che “non si limita a fotografare il presente, è studiando analisi come questa che la politica può lavorare meglio. Non ci si deve basare su slogan e percezioni, ma sui dati”.
Il rapporto “ci dice che il commercio non è cambiato per caso ma è cambiato perché è cambiata l’Italia. La popolazione invecchia, la natalità scende, l’occupazione femminile cresce, il tempo per preparare i pasti si riduce, aumenta la componente dei servizi. Non possiamo governare il settore senza ricordarci questo – ha proseguito il ministro – ma dobbiamo creare le condizioni perché le trasformazioni non si traducano in impoverimento, dobbiamo governare la transizione. Il commercio italiano innova, cresce e si trasforma, dobbiamo accompagnare questo sforzo”. Il tutto “in un contesto in cui l’Italia è più solida di altri Paesi: reddito e potere d’acquisto sono cresciuti da inizio legislatura, mentre il rinnovo dei contratti e l’aumento dell’occupazione hanno certamente un riflesso positivo sui consumi”.
Sul tema della desertificazione commerciale, infine, Urso è stato chiaro: “non ci rassegniamo, il commercio di prossimità è una peculiarità italiana, un commercio senza legame con il territorio non è accettabile per noi”.

