Essere protagonisti nel mondo significa oggi valorizzare ciò che rende l’Italia unica: la sua identità, la sua capacità produttiva e la sua vocazione internazionale. In un’epoca segnata da conflitti nel cuore dell’Europa, guerre commerciali e crescente instabilità, il nostro Paese sta dimostrando la forza del suo sistema produttivo, sociale e culturale.
Una forza che si traduce in fiducia e che trova conferma nei numeri: gli investimenti esteri in Italia sono cresciuti di oltre il 15%, quelli nei titoli di Stato italiani di oltre l’8%. Crescono le imprese, il PIL ha già acquisito una crescita dello 0,9%, contro lo 0,5% stimato a inizio anno, riparte la produzione industriale, aumentano di 1,2 milioni gli occupati e la disoccupazione è ai minimi storici. Crescono i consumi e le esportazioni: abbiamo superato il Giappone e siamo ormai testa a testa con la Corea del Sud, al quarto posto tra gli esportatori globali. Sono numeri che raccontano un’Italia che torna a crescere, ad attrarre e a competere.
Ora dobbiamo consolidare questa crescita rafforzando la nostra autonomia strategica, a partire dall’energia. Nei primi tre anni del Governo Meloni, la produzione elettrica da fonti rinnovabili è aumentata del 40%. Dobbiamo accelerare gli investimenti nelle rinnovabili, ridurre la dipendenza dal gas e dall’estero e, allo stesso tempo, riaprire la strada al nucleare civile, per costruire un sistema energetico più sicuro, competitivo e indipendente.
L’autonomia strategica passa anche dalla capacità di governare le grandi trasformazioni tecnologiche. L’Intelligenza Artificiale e la robotica stanno cambiando il modo di produrre e di lavorare. Non possiamo nascondere questa sfida sotto il tappeto: dobbiamo affrontarla costruendo un nuovo modello produttivo e di welfare, capace di coniugare lavoro e tecnologia, mettendo l’innovazione al servizio della persona e non contro la persona.
Tra poco in Cina milioni di umanoidi saranno impiegati nelle fabbriche e negli ospedali. Non possiamo limitarci ad aspettare che queste tecnologie arrivino dall’estero: dobbiamo essere noi a governarle, svilupparle e indirizzarle. Se l’Italia riuscirà a costruire un modello capace di affrontare questa trasformazione mantenendo la persona al centro, potrà indicare anche all’Europa la strada giusta.
Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy

