Energia e competitività, Belcuore apre a Catania i Dialoghi sul nucleare sostenibile

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Il commissario straordinario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia tra i protagonisti dell’incontro “Da Fermi al futuro”. Al centro il rapporto tra transizione energetica, innovazione e sviluppo del sistema produttivo.

Il futuro dell’energia passa anche dalla capacità dei territori di mettere in relazione imprese, ricerca, istituzioni e innovazione. È in questa prospettiva che si inserisce la partecipazione della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia all’incontro “Da Fermi al futuro – Dialoghi sull’energia nucleare sostenibile”, svoltosi il 18 settembre nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Catania.

Ad aprire i lavori, insieme alla prorettrice dell’Università di Catania Lina Scalisi e al sindaco Enrico Trantino, è stato Antonino Belcuore, commissario straordinario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, portando nel confronto la presenza dell’istituzione che rappresenta il sistema produttivo delle province di Catania, Ragusa e Siracusa.

Una presenza particolarmente significativa in un dibattito nel quale l’energia non riguarda soltanto le scelte tecnologiche, ma incide direttamente sulla competitività delle imprese, sui costi di produzione, sulla sicurezza degli approvvigionamenti e sulla capacità dei territori di attrarre nuovi investimenti.
L’incontro ha infatti posto in relazione transizione energetica, ricerca scientifica, responsabilità istituzionale e sviluppo economico. La tappa di Catania, la quarta del percorso promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica insieme a Unioncamere, dopo Torino, Napoli e Roma, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, dell’università, della ricerca e del mondo professionale per approfondire le prospettive delle tecnologie nucleari di nuova generazione all’interno del futuro mix energetico nazionale.

Tra i protagonisti della giornata il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, che ha richiamato la necessità di integrare lo sviluppo delle fonti rinnovabili con nuove tecnologie in grado di contribuire alla sicurezza e all’autonomia energetica del Paese. Nel suo intervento ha evidenziato anche le possibili applicazioni dei reattori di dimensioni ridotte a servizio delle aree industriali, richiamando direttamente le potenzialità della Sicilia.

I due panel hanno approfondito i temi della decarbonizzazione, della sicurezza energetica e della tutela ambientale, oltre al ruolo della scienza, della ricerca e della governance nella costruzione di una transizione sostenibile. Al confronto hanno partecipato esponenti del MASE, della Difesa, di ISPRA, dell’INFN, delle Università e del mondo professionale.

Le sfide future e il ruolo delle Camere di Commercio

L’apertura affidata anche ad Antonino Belcuore ha così sottolineato il ruolo che il sistema camerale può svolgere nel collegare le grandi trasformazioni energetiche alle esigenze concrete dell’economia: “Per il Sud Est Sicilia, territorio caratterizzato da una forte presenza industriale, manifatturiera, agroalimentare e tecnologica, energia, innovazione e competitività rappresentano infatti dimensioni sempre più strettamente connesse”.

Nel suo intervento, Antonino Belcuore ha richiamato anche le sfide che attendono il sistema produttivo italiano nel percorso verso la transizione energetica. L’Italia, ha evidenziato, può già contare su una crescita significativa delle fonti rinnovabili e su una progressiva elettrificazione dei consumi, ma dovrà confrontarsi con obiettivi europei sempre più ambiziosi, nuovi obblighi di sostenibilità e con la necessità di conciliare la transizione ambientale con la competitività delle imprese.
In questo scenario, secondo Belcuore, assume un valore strategico il ruolo delle Camere di Commercio, chiamate ad agire come antenne dei territori, facilitatori dell’innovazione e ponti tra pubblico e privato, accompagnando soprattutto le PMI nell’accesso alle nuove tecnologie, agli incentivi e alle opportunità offerte dalle politiche nazionali ed europee. Un compito che riguarda anche la semplificazione e la traduzione operativa delle normative, affinché gli adempimenti legati alla transizione non si trasformino in un peso sproporzionato per il sistema produttivo. La sfida, ha sottolineato Belcuore, è trasformare la sostenibilità da semplice obbligo regolatorio in leva di innovazione, investimento e crescita, valorizzando il capitale umano, la capacità manifatturiera e il patrimonio di piccole e medie imprese che caratterizzano l’economia italiana.

Un confronto che da Catania guarda quindi al futuro del Paese, ponendo al centro una questione decisiva: “accompagnare la transizione energetica con conoscenza, investimenti e politiche capaci di sostenere lo sviluppo delle imprese e dei territori”, ha chiosato il Commissario Belcuore.