Ecomondo: Cesareo sui sottoprodotti: “Mettere a sistema le esperienze territoriali”

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A Rimini il confronto tra le esperienze del sistema camerale italiano. Dalla Puglia una proposta per la simbiosi industriale: una rete nazionale di competenze e servizi per le imprese.

Secondo i dati disponibili sulla piattaforma nazionale ENEA per la simbiosi industriale, sono 1.956 le potenziali sinergie individuate, con 2.677 risorse censite e 229 aziende presenti. Numeri che danno la misura delle opportunità offerte dalla simbiosi industriale, un modello di economia circolare che consente alle imprese di valorizzare risorse provenienti da altre attività produttive, riducendo gli sprechi, il consumo di materie prime e i costi di gestione.

Come trasformare queste potenzialità in opportunità concrete per le piccole e medie imprese? È stato il tema al centro dell’incontro “I sottoprodotti: esperienze a confronto”, svoltosi oggi a Ecomondo 2026, a Rimini, promosso da Unioncamere Puglia e Regione Puglia – Dipartimento Sviluppo Economico, nell’ambito delle iniziative del programma Puglia Going Global, in collaborazione con le Camere di commercio di Bari, Brindisi-Taranto e Foggia.

All’appuntamento sono intervenuti Vincenzo Cesareo, presidente di Unioncamere Puglia, e Francesco Gagliardi, dirigente del Dipartimento Sviluppo Economico della Regione Puglia, alla presenza dell’assessora all’Ambiente della Regione Puglia, Debora Ciliento, del segretario generale di Unioncamere Puglia, Luigi Triggiani, e di Natale Mariella, presidente della Sezione regionale dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali, oltre a rappresentanti e referenti tecnici del sistema camerale italiano.

«Per un’impresa, poter utilizzare un residuo di produzione come risorsa in un altro processo produttivo significa ridurre gli sprechi, contenere i costi di gestione, limitare il ricorso a nuove materie prime e, in alcuni casi, costruire nuove relazioni commerciali – ha dichiarato il presidente di Unioncamere Puglia, Vincenzo Cesareo -. Ma il passaggio dalla valorizzazione dei singoli residui alla costruzione di nuove filiere circolari richiede competenze tecniche, certezza normativa e collaborazione tra imprese, istituzioni e mondo della ricerca. Da qui la necessità di mettere a sistema le esperienze territoriali, attraverso servizi e competenze condivise, per accompagnare le aziende nella corretta applicazione della normativa sui sottoprodotti e favorire nuove opportunità di sviluppo industriale».

L’impegno di Unioncamere Puglia sulla valorizzazione dei sottoprodotti ha preso forma già nel 2019, con il progetto “Puglia per l’Economia Circolare”, finanziato dal Fondo di perequazione delle Camere di commercio.

Il percorso ha trovato un ulteriore consolidamento proprio a Ecomondo nel 2022, con la sottoscrizione del primo Protocollo d’intesa per l’economia circolare tra Regione Puglia, Unioncamere Puglia e Albo Gestori Ambientali, successivamente rinnovato e rafforzato nel 2025.

Tra i risultati di questa collaborazione figura anche il lavoro sulle linee guida regionali per i sottoprodotti, approvate nel 2024, finalizzate a offrire alle aziende riferimenti più chiari e maggiore certezza nell’applicazione della normativa. Un passaggio rilevante per le imprese, chiamate a confrontarsi con un quadro regolatorio articolato, nel quale la corretta qualificazione dei residui di produzione è essenziale per il loro possibile utilizzo come sottoprodotti in altri processi produttivi.

Le potenzialità dell’economia circolare trovano applicazione anche nelle attività di ricerca sviluppate sul territorio regionale. Cesareo ha richiamato, a questo proposito, l’esperienza del Cetma, Centro di ricerca con sede a Brindisi, partner di Unioncamere Puglia anche nell’ambito della rete Enterprise Europe Network.

Il Centro sta sviluppando un progetto per trasformare scarti industriali in nuovi materiali ad alto valore aggiunto. Attraverso il recupero di residui di poliuretano e l’impiego di fibre di vetro, la ricerca punta alla realizzazione di pannelli destinati a diversi settori produttivi, dall’edilizia all’arredamento fino all’automotive.

All’incontro ha partecipato Manuela Masotti, esperta ambientale di Ecocerved, che ha approfondito il quadro normativo di riferimento. Al confronto hanno contribuito rappresentanti e referenti tecnici delle Camere di commercio di Firenze, Torino e Venezia Rovigo e delle Unioni regionali delle Camere di commercio di Puglia ed Emilia-Romagna, condividendo esperienze e progettualità sviluppate nei rispettivi territori.