Il presidente Marco Granelli evidenzia il divario con la media europea: una questione decisiva per la competitività del sistema produttivo.
Il costo dell’energia torna al centro delle preoccupazioni delle piccole imprese italiane, con conseguenze sulla competitività delle attività artigiane e manifatturiere.
Il 6 novembre Confartigianato ha richiamato l’attenzione sulle analisi dedicate al caro energia e sulle richieste avanzate dall’organizzazione per ridurre gli squilibri che penalizzano le aziende di minori dimensioni.
Secondo i dati richiamati dall’associazione, le piccole imprese italiane sostengono un costo dell’elettricità superiore del 22,1% rispetto alla media europea.
Il presidente nazionale Marco Granelli, intervenuto sul tema in un’intervista pubblicata da La Stampa, ha evidenziato il peso delle componenti fiscali e parafiscali delle bollette.
In particolare, Confartigianato richiama l’attenzione sul sistema degli oneri generali, ritenuto penalizzante per le piccole attività rispetto alle imprese di maggiori dimensioni.
La questione assume particolare rilievo per il Made in Italy, caratterizzato da una presenza diffusa di laboratori, botteghe e aziende manifatturiere nelle quali l’energia rappresenta una voce significativa dei costi di produzione.
Ceramica, lavorazione dei metalli, alimentare e altre produzioni artigiane sono comparti nei quali la sostenibilità economica dipende anche dalla possibilità di contenere i costi energetici.
Ridurre gli squilibri e favorire investimenti nell’efficienza energetica costituisce quindi una condizione importante per sostenere produttività, innovazione e capacità competitiva delle imprese italiane.
