Il Papa ai vertici della Cassa depositi e prestiti: «Siate costruttori di giustizia e di pace».
Questa mattina in aula Paolo VI papa Francesco ha incontrato in udienza i vertici e il personale della Cassa deposito e prestiti in occasione dei 170 anni della fondazione dell’Istituzione. «Questo incontro avviene a centosettant’anni dalla nascita della vostra istituzione» ha esordito il Santo Padre. «Sorta come Cassa Piemontese, a seguito dell’unità politica della Nazione mutò la denominazione in Cassa Depositi e Prestiti. Da allora il compito del vostro Istituto si è ridisegnato in relazione con l’evoluzione e le necessità del Paese, bisognoso di costanti investimenti, di ammodernamenti, di sostegno agli enti locali, di supporto alla formazione professionale e alla produttività. Queste linee di sviluppo richiedono ancora oggi da parte vostra un generoso impegno. Pensiamo alle sfide prodotte in campo sociale ed economico dalla grave pandemia tuttora in corso. Pensiamo a fenomeni dalle ricadute molto significative, come il declino di alcune forme di produzione, che necessitano di rinnovamento o di radicale trasformazione. Pensiamo ai mutamenti intervenuti nel modo di acquistare e di vendere i beni, con il rischio di concentrare scambi e commerci nelle mani di poche realtà di dimensione globale. E ciò a scapito delle peculiarità dei territori e delle competenze professionali locali, così tipiche della realtà italiana ed europea».
L’amministratore delegato di CDP, Fabrizio Palermo, introducendo l’udienza concessa dal Papa per celebrare i 170 anni della sua fondazione, ha commentato: «La sua guida è per tutti noi un dono prezioso, ancor più in questo periodo in cui, riprendendo le sue parole Santità, ci siamo resi conto di ritrovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme. La sua presenza ci fa sentire parte di un progetto più grande come ci ricorda la sua nuova enciclica Fratelli tutti. Con questi sentimenti rivolgiamo una preghiera a lei, Santità, perché possa proseguire la sua missione di speranza e di pace». Cassa depositi e prestiti, ha detto Palermo, è «un’istituzione che da 170 anni sostiene l’Italia, coniugando sostenibilità e innovazione sempre con una logica di inclusione sociale e di vicinanza alle comunità. Dal 1850 finanziamo la quotidianità di tutti noi: opere pubbliche fondamentali quali scuole, ospedali, strade, in alcuni casi chiese. Lo facciamo nelle grandi città come nelle periferie, con il risparmio di 27 milioni di italiani, risparmio frutto del lavoro delle famiglie che noi tuteliamo e investiamo. Siamo un’istituzione al servizio del Paese e delle sue persone. L’equità sociale e l’attenzione ai diritti fondamentali sono i fari del nostro operato. Oggi finanziamo non solo scuola ogni giorno ma anche progetti di formazione per i giovani. Da anni promuoviamo per le fasce più deboli progetti di edilizia sociale. Investiamo in infrastrutture innovative, come le reti digitali fondamentali per salute, istruzione e lavoro. Infine guardiamo anche oltre l’Italia nella cooperazione internazionale: siamo in prima linea con progetti nei paesi più poveri del mondo. Tutto questo lo realizziamo ogni giorno grazie ai valori che ci guidano: attenzione alle persone e alle comunità, consapevoli dell’impatto delle nostre azioni sulla quotidianità di milioni di italiani e non solo».
Il presidente di Cdp, Giovanni Gorno Tempini, ha sottolineato: «In questi 170 anni Cassa depositi e prestiti ha accompagnato i profondi e continui mutamenti della storia d’Italia per rispondere ai bisogni dei territori e delle comunità. Così Cdp ha sostenuto il lavoro degli enti locali e delle imprese, ha contribuito a realizzare e ammodernare le infrastrutture fisiche digitali, ha stimolato l’innovazione. Un modello, quello di Cassa depositi e prestiti, basato sul principio di sussidiarietà che abbiamo applicato nella realizzazione di progetti di edilizia sociale, scolastica e ospedaliera, di rigenerazione urbana con una particolare attenzione alle periferie, e di sviluppo delle energie rinnovabili e dell’economia circolare, ispirandoci sempre a valori che non sono cambiati nel tempo, come l’attenzione al bene comune, la responsabilità sociale e lo spirito di servizio».
