“Competizione e Sostenibilità: L’Europa nella Sfida delle Tecnologie Pulite” di Giuseppe Tripoli

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La competizione del futuro si giocherà sul terreno dell’IA e delle nuove tecnologie, in particolare le clean technologies. La UE ha molte carte da giocare. Mario Draghi, nel suo rapporto sul futuro dell’Europa, ci ha ricordato che sono europee il 40% delle aziende innovative nelle tecnologie eoliche e delle pompe di calore, il 30% nella industry degli elettrolizzatori e il 20% nel solare fotovoltaico. L’Europa è, inoltre, leader nelle soluzioni tecnologiche per cattura del carbonio. Ma ha fortissimi competitor e deve recuperare molto terreno perso in questi anni; per questo deve muoversi rapidamente.
Inoltre, già una parte consistente di imprese italiane sta procedendo sulla via green, ottenendo risultati superiori a quelli delle altre imprese in termini di produttività, export, occupazione. Ciò vuol dire che la transizione ecologica è già ora parte fondamentale delle strategie aziendali e, allora, il tema diventa: che cosa serve e quali sono le politiche da implementare per accompagnare questa transizione ecologica?
Credo sia necessario operare su diversi aspetti: le filiere, per riorientarle, laddove necessario; sulle competenze dei lavoratori, grande lacuna del nostro mercato del lavoro; sugli oneri di regolazione (200 miliardi il costo nell’UE dell’overregulation) e sul costo dell’energia, che in Italia è più alto rispetto al resto dell’Europa dove, a sua volta, è più alto rispetto sia alla Cina che agli Stati Uniti.
E, soprattutto, serve assicurare alla transizione il volume adeguato di risorse pubbliche e private a livello non solo nazionale, ma europeo.

Giuseppe Tripoli, Segretario generale di Unioncamere