Costa alla COP25, il 2020 l’anno dei giovani che fanno sentire che fanno sentire la propria voce

“Vogliamo che il 2020 sia ricordato non solo come l’anno del rilancio dell’ambizione globale sulla sfida climatica, ma anche come l’anno in cui i giovani hanno finalmente potuto far sentire la propria voce e le proprie idee. Proprio per questo ospiteremo in Italia un importante evento mondiale sui cambiamenti climatici dedicato a loro che si svolgerà a margine della pre-Cop26, che il nostro Paese ospiterà il prossimo autunno, come stabilito nell’accordo di partenariato con il Regno Unito per la presidenza della Cop26 nel 2020”.

Lo ha affermato alla Cop25 di Madrid il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, nel corso dell’evento organizzato dal ministero e da “Connect for climate” dal titolo “Siamo in azione – I giovani in prima linea”, al quale sono intervenuti anche il segretario esecutivo dell’Unfccc Patricia Espinoza e il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti.

“La nostra idea – ha aggiunto Costa – è quella di creare un evento che assicuri l’opportunità di avanzare proposte concrete su alcuni tra i temi più importanti nell’agenda climatica, tra cui l’aumento dell’ambizione sul raggiungimento degli obiettivi posti dall’accordo di Parigi, l’educazione al cambiamento climatico, le proposte per lo sviluppo della ‘Climate Action Agenda’ per capire come avvicinare maggiormente il settore non-governativo alla questione climatica, con un’attenzione particolare ai comparti dell’alimentazione, dello sport e della moda, che possono ricoprire un ruolo chiave nel raggiungere fasce ampie della società. L’evento si articolerà in tre giornate: le prime due saranno dedicate ai gruppi di lavoro, mentre la terza vedrà un confronto tra ministri e negoziatori dei Paesi partecipanti alla pre-Cop26 per stimolare un dibattito chiaro e costruttivo”.

“Desideriamo fortemente – ha sottolineato il ministro – che vi sia la massima rappresentanza geografica globale e pertanto faremo il possibile per coinvolgere almeno un partecipante di età compresa tra i 18 e i 29 anni per ciascuno dei 197 Paesi che fanno parte della Convenzione quadro sui cambianti climatici dell’Onu. Questa partecipazione sarà supportata dall’Italia attraverso un fondo dedicato. Per noi è importante costruire un evento di alto profilo che dia la possibilità ai giovani di contribuire in maniera diretta e innovativa alle discussioni del processo negoziale”.