giovedì, Settembre 10, 2026
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DPCM Covid: Natale senza spostamenti, vaccino per tutti e non obbligatorio

DPCM 4 dicembre con Natale blindato, feste in città e turismo locale, ma da gennaio potrebbe arrivare il vaccino, gratuito per tutti: Speranza in Senato.
Una conferma e una novità tra le anticipazioni che il Ministro della Salute, Roberto Speranza ha riferito in Parlamento sulle nuove misure anti-Covid in arrivo: linea dura del Governo sul DPCM di Natale (chiusura confini regionali, niente spostamenti tra comuni anche in zona gialla durante le festività) e vaccino gratuito per tutti.
Il DPCM di Natale
Il provvedimento entra in vigore il 4 dicembre, quindi l’approvazione è prevista tra la tarda serata del 2 dicembre (c’è un consiglio dei ministri convocato per le 21:00) e la giornata di giovedì 3 dicembre.
Nel nuovo DPCM resta il modello delle fasce, con la classificazione delle Regioni in base al rischio contagio. Ma è previsto un rafforzamento delle misure di sicurezza per le festività natalizie e di fine anno.
Nel dettaglio: niente spostamenti fra Regioni nemmeno nelle zone gialle. Il 25 e 26 dicembre e il primo gennaio non ci si può spostare nemmeno fra Comuni. Quarantena obbligatoria per chi rientra dall’estero. Per quanto riguarda il turismo, sembra confermata la chiusura degli impianti sciistici di risalita, mentre restano aperti gli alberghi. Il confinamento regionale dovrebbe valere anche per le seconde case. Si parla anche di divieto per le crociere.
Resta il coprifuoco alle 22, anche nelle giornate di festa. Per quanto riguarda la scuola, l’obiettivo del Governo è riportare gradualmente in presenza anche gli studenti delle scuole superiori, ma resta probabile la riapertura delle scuole a gennaio.
Piano vaccini
Non sarà obbligatorio vaccinarsi – sono però identificate le priorità (personale sanitario, RSA, anziani…) – e la distribuzione avverrà attraverso ospedali, siti para-ospedalieri e unità mobili. Le unità vaccinali saranno costituite da medici, infermieri e personale di supporto. Il tutto, sotto il diretto coordinamento della Stato, quindi la campagna vaccino Covid non passa dalle Regioni. La «competenza della logistica per la distribuzione e vaccinazione sarà del commissario straordinario, con l’Esercito che interverrà per la parte pratica».
Le tempistiche non sono certe, al momento nessun vaccino è stato approvato. Secondo Speranza ci sono però le condizioni per arrivare «a una prima autorizzazione all’immissione in commercio già entro l’anno». Ad oggi sono state indicate due date dall’EMA, che potrebbe esprimersi il 29 dicembre sul vaccino Pfizer-Biontech e il 12 gennaio sul vaccino Moderna. Queste due aziende, nel primo trimestre 2021, da contratto dovrebbero fornire all’Italia rispettivamente 8,749 milioni di dos la prima e 1,346 milioni la seconda. Per riassumere, in gennaio potrebbe partire la campagna dei vaccini.
Come funzionerà: «l’acquisto del vaccino è centralizzato e verrà somministrato gratuitamente a tutti gli italiani». In considerazione del fatto che siamo ancora in una fase di «trasmissione sostenuta» del Covid, «sono state identificate precise categorie di persone «da vaccinare in via prioritaria nelle fasi iniziali». Prima gli operatori sanitari e socio sanitari. Poi i residenti e il personale dei presidi residenziali per anziani. Poi, le persone in età avanzata: «un programma vaccinale basato sull’età è generalmente più facile da attuare e consente di ottenere una maggiore copertura vaccinale». Si tratta, in tutto, di circa 27 milioni di persone.
Con l’aumento delle dosi «si inizieranno a sottoporre a vaccinazione le altre categorie di popolazione, tra le quali quelle appartenenti ai servizi essenziali quali anzitutto gli insegnanti e il personale scolastico, le forze dell’ordine, il personale delle carceri e dei luoghi di comunità». Nel caso in cui si sviluppassero focolai epidemici rilevanti, «saranno destinate eventuali scorte di vaccino a strategie vaccinali di tipo reattivo rispetto a quel territorio in difficoltà».
Logistica, approvvigionamento, stoccaggio e trasporto, «saranno di competenza del commissario straordinario». Nella prima fase il vaccino verrà distribuito da siti ospedalieri o peri-ospedalieri e con impiego di unità mobili per le persone impossibilitate a raggiungere i punti di vaccinazione. In un secondo tempo, ci sarà una maggior articolazione sul territorio, coinvolgendo ambulatori territoriali, medici di famiglia, pediatri, sanità militare, medici competenti delle aziende.
L’Italia ha prenotato 202 milioni 573mila dosi di vaccino, «una dotazione sufficientemente ampia per poter potenzialmente vaccinare tutta la popolazione e conservare delle scorte di sicurezza». Speranza sottolinea che «con le conoscenze oggi a nostra disposizione è molto probabile che saranno necessarie due dosi per ciascuna vaccinazione, a breve distanza temporale. Va inoltre ricordato che non vi è ancora evidenza scientifica sui tempi esatti di durata dell’immunità prodotta dal vaccino».
Fra la primavera e l’estate si svilupperà «il cuore della campagna vaccinale, secondo i dati di cui disponiamo e secondo le nostre previsioni» legate alla diffusione del Coronavirus.
Speciale Coronavirus, in collaborazione con Pmi.it

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