Enciclica “Magnifica Humanitas”: Sangalli: “un richiamo a governare l’intelligenza artificiale mettendo al centro la persona”.

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Papa Leone XVI: “la tecnologia liberi tempo e capacità umane, non produca esclusione”

Nell’epoca dell’intelligenza artificiale la responsabilità d’impresa, “che includa la qualità e la dignità del lavoro tra gli indicatori di successo” sarà uno dei fattori per “governare in anticipo la trasformazione”. È uno dei passaggi più significativi dell’Enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV, che così prosegue: “l’iniziativa imprenditoriale può essere una vera vocazione, capace di generare ricchezza e migliorare la vita di tutti, a condizione che riconosca la creazione di lavoro dignitoso e di valore come parte essenziale del proprio servizio alla società e non come variabile dipendente dal solo profitto”.

L’accesso al lavoro per tutti deve rimanere un obiettivo prioritario delle politiche pubbliche e dei processi economici, ricorda il Papa, richiamando i principi della Dottrina sociale. In questa transizione non basta reagire quando i posti scompaiono, ma occorre governare in anticipo la trasformazione. Una via praticabile consiste anzitutto nel fissare criteri sociali per l’innovazione: “ogni introduzione di automazione e di AI dovrebbe essere accompagnata da scelte verificabili di tutela dell’occupazione, di riqualificazione e di partecipazione dei lavoratori, perché la tecnologia sia orientata a liberare tempo e capacità umane, non a produrre esclusione”.

Sangalli: “un richiamo a governare l’intelligenza artificiale mettendo al centro la persona”

“Condividiamo pienamente il messaggio del Papa che ci ricorda che non può esserci crescita sostenibile senza dignità dell’essere umano, ma soprattutto l’esigenza di uno sviluppo tecnologico che metta sempre al centro la persona, il lavoro e la coesione sociale. L’IA può rappresentare una grande opportunità per produttività, servizi e competitività, soprattutto per le imprese del terziario di mercato. Ma servono regole chiare, responsabilità condivise e attenzione agli effetti sul lavoro, sulle competenze e sulle comunità perché le tecnologie non sono neutrali. Per questo, innovazione, formazione e inclusione devono procedere insieme, evitando nuove disuguaglianze economiche e sociali”: questo il commento del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.