Energia, investimenti e semplificazioni: la strategia per rilanciare l’industria italiana di Emanuele Orsini

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Le nostre imprese stanno affrontando sfide senza precedenti. E hanno bisogno di risposte concrete, non di promesse.

Tra Usa e Cina, la Ue è evaporata. Per far crescere le nostre imprese servono Eurobond.

Molti i problemi sul tavolo:
– Export a rischio per 22 miliardi con i dazi USA al 15%
– Costi energetici insostenibili, fino a 5 volte superiori agli USA
– Un’Europa che resta ferma mentre le altre potenze accelerano
– Il 2025 che vede scadere tutti i principali incentivi: Industria 4.0, 5.0, credito R&S

Non possiamo permetterci di perdere altro tempo.

Per questo abbiamo presentato al Governo un grande piano industriale per:
– Stimolare gli investimenti (sostenendo le imprese nazionali mobilitando almeno €8 miliardi l’anno)
– Rilanciare la competitività (rafforzando la capacità del tessuto imprenditoriale italiano per competere sui mercati globali, aprendone anche dei nuovi come quelli del Mercosur)
– Creare un contesto attrattivo (con semplificazioni burocratiche, incentivi stabili e altre iniziative, come l’estensione dell’IRES premiale e la formula della ZES Unica)
– Il tema dei salari è determinante ma non si incrementano con un taglio dell’Irpef bensì facendo i contratti di produttività”.

Sull’energia prosegue la trattativa con il Governo per il disaccoppiamento dei prezzi dell’energia elettrica dal gas e per contratti pluriennali calmierati. Sono fiducioso che si possa chiudere positivamente entro settembre.

La nostra missione è chiara: mantenere le fabbriche in Italia. Perché questo significa difendere lavoro, welfare e coesione sociale.

Ma per farlo serve agire sui problemi che abbiamo ora, e serve farlo subito.

Perché altrimenti il conto che pagheremo sarà salatissimo.

Emanuele Orsini,  Presidente Confindustria