Forum The European House Ambrosetti, L’intervento del Ministro Urso

0
15

L’Italia, negli anni del Governo Meloni, ha assicurato stabilità e scalato posizioni nell’indice di attrattività. Il nostro Paese si rafforza al 17° posto nel Global Attractiveness Index 2026, redatto da The European House-Ambrosetti, continuando a migliorare le proprie performance.

Un risultato che racconta un percorso chiaro: dal 2022, quando l’Italia occupava la 22ª posizione, abbiamo recuperato cinque posizioni, con un incremento cumulato dello score di 7,3 punti. Anche nell’ultimo anno il punteggio è migliorato, passando da 60,8 a 62,1 punti. L’Italia resta così stabilmente nella fascia alta dell’attrattività internazionale e continua a fare meglio di altri importanti Paesi dell’Unione europea che invece perdono posizioni.

Il nostro principale punto di forza resta l’innovazione, ambito nel quale l’Italia raggiunge l’8° posto nell’indice. Un risultato sostenuto anche dalle politiche messe in campo dal Governo, dal PNRR e dal Piano Transizione 5.0, per accompagnare la trasformazione digitale e green delle imprese e rafforzare la competitività del sistema produttivo. Al nuovo piano hanno già aderito 16.500 imprese, con progetti per un ammontare complessivo di 5,4 miliardi di euro presentati in pochi mesi, nonostante la pausa agostana.

Sulla scia dei dati positivi di Transizione 5.0, accelereremo ulteriormente sull’innovazione. Stiamo lavorando anche sulla robotica avanzata e nell’uso degli umanoidi: in questo campo non siamo secondi a nessuno in Europa. Sempre mantenendo la persona al centro: non per sostituire il lavoro, ma per liberare le persone dalla fatica del lavoro.

L’Italia oggi cresce e guarda al futuro con fiducia. Anche i dati economici più recenti confermano questa tendenza. Dopo i primi due trimestri del 2026, la crescita acquisita per l’intero anno si attesta allo 0,8%, un dato largamente superiore alle previsioni formulate da diverse istituzioni internazionali, ancora ferme allo 0,5% per l’Italia. Nel secondo trimestre, inoltre, il PIL italiano è cresciuto dell’1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, collocando l’Italia al terzo posto nel G7, dopo Stati Uniti e Regno Unito.

La forza dell’Italia si vede anche nel commercio internazionale. Siamo il quarto esportatore globale e nel 2025 le nostre esportazioni sono cresciute del 3,3%, raggiungendo il valore record di 643 miliardi di euro, aumentando del 7% anche verso gli Stati Uniti, nonostante i dazi. Un risultato che conferma la solidità del Made in Italy e la grande diversificazione geografica del nostro export.

Inoltre, quando siamo arrivati al Governo, nell’ottobre 2022, l’inflazione era al 12,6%. L’abbiamo riportata sotto la media UE, anche grazie a misure efficaci come il Trimestre Antinflazione e il Decreto Trasparenza. In questi mesi, gli effetti della guerra in Medio Oriente hanno determinato una nuova risalita, fino al 3,2%, un valore comunque in linea con quello registrato nell’Unione europea.

Sono dati che raccontano un’Italia diversa da quella che troppo spesso viene descritta: un’Italia che non arretra, ma cresce. Un’Italia che innova, esporta, crea lavoro e rafforza la propria posizione internazionale.

È quanto ho ribadito nel panel “Made in Italy: Competitiveness, Innovation and Strategic Autonomy”, nel corso del Forum The European House – Ambrosetti, in corso a Cernobbio, a Villa d’Este.

Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy