Il 28° Regime: la nuova via europea per liberare le imprese dalla burocrazia di Giuseppe Tripoli

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Mercato unico: c’è ancora troppa burocrazia che frena le imprese che vogliono crescere, ma una soluzione sembra esserci. In seno all’Unione europea è nata una proposta dal nome un po’ criptico: “28° Regime”. Si tratta di un set di regole facoltativo che è alternativo alle regole in vigore all’interno dei 27 Stati membri. Un “28° Regime”, appunto, che può essere adottato da quelle imprese che hanno come prospettiva di crescita il mercato europeo e non solo quello nazionale.

È un’iniziativa che Unioncamere accoglie con grande interesse e ottimismo perché può abbattere i costi, i tempi e le complessità per chi opera in più Paesi membri, e che non sarebbe più costretto a sopportare i costi per ottemperare alle differenti normative.

Il “28° Regime” può favorire l’afflusso di capitali semplificando le procedure a distanza, offrendo modelli bilingue e procedure standard in inglese. Inoltre, il nuovo regime dovrà prevedere anche strumenti rapidi per la ristrutturazione delle imprese in difficoltà, con procedure digitali e tempi certi per proteggere i beni immateriali come brevetti, software e dati, e garantire una “seconda possibilità” all’imprenditore onesto.

Le Camere di commercio italiane sono pronte a fare la loro parte: offrono le proprie competenze e infrastrutture per garantire la qualità dei dati, l’assistenza operativa e il supporto alle imprese.
Il “28° Regime” è l’opportunità di rafforzare la competitività del mercato unico, semplificando davvero la vita delle imprese.

Giuseppe Tripoli, Segretario Generale Unioncamere