L’indagine di Ipsos “Il senso del lavoro nei giovani: prospettive, sfide e ambizioni”, condotta su un campione di studenti modenesi, offre uno spaccato ricco di stimoli e interrogativi.
Dai risultati illustrati alla Camera di Commercio di Modena, emerge come i giovani, tutti i giovani e non solo quelli che vivono a Modena, cercano ambienti di lavoro sì attraenti dal punto di vista economico, ma soprattutto stimolanti. Ambiscono, cioè, a luoghi che favoriscano crescita professionale, che siano motivanti, sfidanti e dove si possa crescere umanamente oltre che professionalmente.
Eppure, emergono contraddizioni: la formazione non sempre è allineata alle esigenze del mondo del lavoro e la mancanza di stimoli porta molti giovani a guardare all’estero per realizzare le loro ambizioni. Questo studio non è solo un’analisi, ma una provocazione: i giovani ci chiedono non tanto cosa debbano fare loro per inserirsi nel lavoro, nella società, realtà aziendali, ma cosa noi dobbiamo cambiare nei nostri modi di fare e di gestire per aiutarli a trovare il significato nel lavoro, in ciò che fanno.
È un richiamo anche a riflettere su come le imprese valorizzino oggi il personale e su quale stile imprenditoriale adottino.
Un altro elemento su cui riflettere sono le soft skills. Sono le prime competenze richieste dalle imprese ma non si sviluppano sui banchi di scuola quanto nelle esperienze di alternanza scuola-lavoro e di volontariato, entrambi terreni fertili per acquisirle. Per questo le Camere di commercio pongono grande attenzione al Terzo settore e alle imprese sociali, indispensabili per affiancare e sostenere il tessuto economico.
E per dirla con le parole di Studs Terkel nel suo libro “Working”: “Il lavoro è una ricerca di significato quotidiano, oltre che di pane quotidiano. Di riconoscimento, oltre che di denaro. Di stupore, oltre che di torpore”.
Giuseppe Tripoli, Segretario generale di Unioncamere

