Nel 2023, la collaborazione tra imprese profit e organizzazioni no profit ha raggiunto il 17%, rispetto al solo 5% del 2018.
Un salto significativo in soli cinque anni che ci fa riflettere su due aspetti: il primo è che si assiste a un’ibridazione tra realtà aziendali ed economia sociale con sempre più imprese che collaborano con il terzo settore e sempre più organizzazioni no profit che si organizzano come vere e proprie imprese.
Il secondo è che questa crescita fa emergere nuove aspettative lavorative: le persone cercano non solo una soddisfazione economica, ma anche una visione etica delle aziende e uno degli effetti di questa domanda è proprio la “ibridazione” tra profit e no profit.
Le “imprese coesive”, quelle che, proprio grazie a queste collaborazioni con il no profit creano un ecosistema di crescita sostenibile e inclusiva, sono un ottimo volano di sviluppo per la collettività e contemporaneamente migliorano il fatturato e occupazione, soprattutto locale.
Le Camere di Commercio giocano un ruolo chiave nel facilitare queste collaborazioni, promuovendo la coesione tra profit e no profit e sostenendo una trasformazione virtuosa del tessuto economico.
Giuseppe Tripoli, Segretario generale di Unioncamere

