Il tessuto imprenditoriale di Milano, Monza Brianza e Lodi risponde positivamente al clima di instabilità: il saldo tra imprese iscritte e cessate a Milano Monza Brianza Lodi si attesta a + 9.012 imprese, con un tasso di incremento del 1,9%. L’internazionalizzazione crea nuove opportunità alle aziende, con le esportazioni che reggono le pressioni e salgono a quasi €75 miliardi (+23,1%). I dati dei primi 3 mesi del 2023 indicano, tuttavia, un rallentamento rispetto all’ultimo trimestre del 2022, primo segnale della frenata che si sta verificando nel commercio mondiale. Sono solo alcuni dei dati del Rapporto annuale “Milano Produttiva”, realizzato dal Servizio Studi Statistica e Programmazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, giunto quest’anno alla sua 33esima edizione.
Il Rapporto 2023 è diviso in due parti, nella prima si analizza l’andamento economico dei tre territori nel 2022 da cui emerge come la macro area di Milano, Monza Brianza e Lodi continui a registrare dei risultati positivi, nonostante il clima di incertezze geopolitiche ed economiche legate alle conseguenze della pandemia, lo scoppio del conflitto russo-ucraino e la recente crisi energetica.
Nel 2022 l’economia delle tre province lombarde è cresciuta del 4,7%, guidata da Milano (+5% l’incremento del valore aggiunto), seguita da Lodi (+3,8%) e da Monza Brianza (+2,9%). Decisiva al raggiungimento di tali risultati è la spinta data dai comparti delle costruzioni (+9,1%) e dei servizi (+5,4%), che hanno contribuito a far registrare al territorio un surplus di 11 miliardi di euro rispetto alla situazione pre-pandemica.
Resiste alle incertezze anche il tessuto imprenditoriale. Grazie al contributo determinante di Milano (+8.126), il saldo tra nuove iscrizioni (30.630) e cancellazioni (21.618) dell’anno 2022 è di 9.012 imprese in più, corrispondente a una crescita del 1,9%. Un trend, quello registrato sul territorio, migliore di quello nazionale (+0,8%) e di quello lombardo (+1,2%). Tutto questo si traduce in quasi 390mila imprese operanti sui tre territori.
Per quanto riguarda il mercato del lavoro, si rilevano i segnali di crescita evidenziati per l’economia: a Milano, Monza Brianza e Lodi gli occupati sono circa 2 milioni, pari al 45% del totale in Lombardia e all’8,6% dei lavoratori in Italia. Le persone in cerca di occupazione sono invece circa 108mila, il 18,2% in meno rispetto al 2021.
Nella seconda parte, intitolata “Forme dell’attrattività e processi di internazionalizzazione”, il Rapporto si concentra sulla dimensione globale della macro area di Milano, Monza Brianza e Lodi e sui nuovi scenari globali che si stanno delineando.
Nel 2022 le importazioni ed esportazioni non hanno ceduto alle pressioni esercitate dalle incertezze e hanno proseguito il loro trend in crescita. La dimensione globale delle tre province ha fatto sì che l’export fosse proiettato a quasi €75 miliardi (+23,1%) e l’import superasse i €110 miliardi (+20,4%). Tale risultato, tuttavia, può essere in parte attribuito al cospicuo incremento dei prezzi dettato dall’inflazione. I dati relativi ai primi 3 mesi del 2023 ci indicano tuttavia che è in atto un primo rallentamento del commercio mondiale.
Il ruolo da snodo centrale con l’estero di questi territori si riflette anche nella capacità di Milano di attrarre nuovi talenti internazionali: negli ultimi 5 anni è cresciuto a ritmo costante il numero di giovani laureati provenienti da altri Paesi, superando la quota di quanti hanno percorso il tragitto inverso, per un saldo finale di 1.600 laureati in più di quelli espatriati. Questa mobilità iper-qualificata ha portato all’aumento delle start up innovative a guida giovanile e straniera.
IL TREND DEI SETTORI ECONOMICI NEL 2022
La crescita del comparto dei servizi (+5,4%) e delle costruzioni (+9,1%) ha compensato il contributo limitato dell’industria (+0,6%) e la flessione dell’agricoltura (-5,4%).
Le indagini congiunturali dei settori per il 2022 indicano uno scenario di crescita diffusa su tutti i territori. Il settore manifatturiero ha registrato un incremento significativo della produzione industriale, in particolare a Milano (+6,8%) e Monza Brianza (+7,5%), mentre ha avuto un impatto più limitato a Lodi (+3,9%). Ripresa consistente anche quella rilevata dal settore dell’artigianato nelle province di Milano (+9,7%) e Monza Brianza (+7,1%), con effetti più ridotti nel Lodigiano (+1,9%). Il settore dei servizi ha evidenziato una crescita del fatturato principalmente a Milano (+15,9%) e in Monza Brianza (+16,2%) e, in maniera più contenuta, nella provincia di Lodi (+7,8%). Infine, il commercio al dettaglio ha registrato un incremento di fatturato intenso nell’area metropolitana di Milano (+10,3%) e nella provincia di Monza Brianza (+8,4%), con risultati minori nel Lodigiano (+3,6%). L’incremento del fatturato di entrami i settori risente ovviamente anche in questo caso dei fenomeni inflattivi.
IL TREND DEI SETTORI ECONOMICI NEL 2023 E 2024
Le previsioni per il 2023 stimano un aumento del valore aggiunto (+1,1%), guidato dai servizi (+1,3%) e le costruzioni (+2,4%), che bilanceranno il calo previsto per l’industria (-0,2%) e l’agricoltura (-1,9%). Nel 2024 le previsioni indicano un rallentamento della crescita del valore aggiunto dei tre territori (+0,8%), che si rifletterà anche sulle singole aree: la città metropolitana di Milano (+0,9%), la provincia di Lodi (+0,8%) e Monza Brianza (+0,3%).
IL SISTEMA IMPRENDITORIALE
Complessivamente nel 2022 sono 468.890 le imprese registrate, di cui 389.733 attive, distribuite in 311.739 aziende nella provincia di Milano, 64.021 in quella di Monza Brianza e 13.973 in quella di Lodi. Rispetto al 2021, si è registrato quindi un incremento dell’1,6%, una percentuale che assume ancora più valore se si paragona al dato registrato in Lombardia (-0,2%) e su tutto il territorio nazionale (-0,7%). In questo scenario, Milano si conferma motore trainante con +1,8%, seguita da Monza Brianza (+1%). La provincia di Lodi si è mantenuta su un livello di assoluta parità rispetto al 2021.
IMPORT, EXPORT E STRATEGIE PER RESISTERE ALLE INCERTEZZE
Nel 2022 prosegue il trend positivo delle importazioni (+20,4%) e delle esportazioni (+23,1%) nelle tre province. La performance migliore è quella del Lodigiano che, con una crescita del 39,6% dell’export e del 37,9% dell’import, che in termini percentuali cresce di più rispetto a Milano (import +18,2% ed export +22%) e Monza Brianza (import +24,6% ed export +21,7%). Milano, tuttavia, conferma il suo primato in Italia per il valore sia delle esportazioni (56 miliardi) sia delle importazioni (89 miliardi). Nella città metropolitana, il settore della moda è quello che in termini di esportazioni ha avuto la crescita maggiore (+24,9%), seguito dall’industria farmaceutica (+19,8%), della chimica (+17,2%) e dei macchinari (+8,8%). L’unico comparto ad aver registrato un’inflessione è quello dei mezzi di trasporto (-9,5%). L’export cresce nelle Americhe (+38,3%) – in particolar modo negli Stati Uniti (+44,1%) – a ritmi più sostenuti rispetto a Europa (+17,9%) e Asia (+19%), continente che al contrario traina le importazioni (+36,4%), soprattutto grazie all’aumento degli import dalla Cina (+37%) e dalle quattro Tigri Asiatiche (+38,2%).
In Brianza le esportazioni vengono guidate da farmaceutica (+60,3%) e chimica (+26,6%), mentre le importazioni crescono per i prodotti in metallo (+46%) e farmaceutica (+30,9%). Gli export aumentano a velocità pressoché identiche in Europa (+22,5%), Asia (+19,4%) e America (+23,7%). Il primo mercato della Brianza è la Germania (+22,6%), seguita da Svizzera (+24,1%) e Francia (+19,2%).
Nella provincia di Lodi l’elettronica rappresenta circa la metà del valore delle merci esportate e importate. Questo comparto contribuisce di più alla crescita delle esportazioni, con un incremento dell’80,9%, seguito dall’industria alimentare (+20,6%) e della chimica (+17,1%). I flussi di esportazione riguardano principalmente l’Europa (oltre il 90%), mentre le importazioni si dividono circa a metà tra Europa e Asia. La Spagna è il primo mercato per export (+76,3%) e la Cina per import (+56,2%).
Visto il forte coinvolgimento dei tre territori nel commercio internazionale, per resistere agli shock legati alla pandemia e alla guerra in Ucraina, le imprese di Milano, Monza Brianza e Lodi hanno da subito introdotto strategie per rendere la filiera produttiva più resiliente. La misura più popolare attuata nel breve termine riguarda l’aumento dei fornitori di materie prime e l’incremento delle scorte di queste ultime. Una percentuale ridotta di aziende ha anche iniziato ad adottare pratiche di reshoring e friendshoring, sostituendo i fornitori con altri ritenuti più affidabili o situati sul territorio italiano o comunque lontani da zone geopoliticamente distanti. Nonostante la propensione verso queste nuove pratiche, tuttavia non si può parlare ancora di una de-globalizzazione.
LE IMPRESE A PARTECIPAZIONE ESTERA
La macro area di Milano, Monza Brianza e Lodi è attrattiva anche per le imprese estere. Secondo i dati Reprint, nelle tre province hanno sede operativa 5.313 imprese a partecipazione estera (in tutta la Regione sono 7.031), che occupano 590mila dipendenti e registrano un fatturato aggregato di €305,3 miliardi, pari rispettivamente al 33,5%, al 37% e al 39,1% del totale nazionale. Numeri incoraggianti anche quelli relativi alle imprese a controllo estero, che sul territorio sono 4.990 (comparate alle 6.450 attività in tutte la Lombardia), impiegano 554mila lavoratori e fatturano a livello aggregato €280 miliardi. La sola provincia di Milano ospita oltre il 31% di tutte le imprese a controllo estero censite dalla banca dati e il peso della provincia sale al 37% e al 38,6% del totale nazionale rispettivamente al numero di dipendenti e al fatturato.
Il Rapporto integrale è disponibile qui. (aise)
