“Innovazione e digitale: le imprese italiane accelerano, con segnali positivi dal Mezzogiorno” di Giuseppe Tripoli

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Le imprese italiane devono colmare un gap significativo sul fronte dell’innovazione e della trasformazione digitale, ma emergono incoraggianti segnali di recupero soprattutto dal Mezzogiorno.

I dati confermano che:
il 56% delle imprese investe in digitale per aumentare l’efficienza interna e ridurre i costi (quota che sale al 63,2% nelle grandi imprese);
il 21,9% punta al miglioramento qualitativo della produzione (23% tra le piccole imprese);
il 12,3% è spinto dagli incentivi pubblici.

Gli investimenti più diffusi riguardano la simulazione fra macchine connesse (29,4%), la robotica (24,8%) e la cybersecurity (22,8%).
Questi dati ci ricordano che l’innovazione non è solo una necessità tecnologica, ma un fattore strategico di competitività e sviluppo.
Restano, però, sfide importanti da affrontare: la carenza di competenze (27,7%), la difficoltà di accesso a risorse finanziarie (25,9%) e l’alto costo delle tecnologie (18,4%).

In questo senso le Camere di commercio sono impegnate quotidianamente ad accompagnare le imprese nel percorso di innovazione: ricordo solo due dei numerosi servizi. Pid-Punto Impresa Digitale: una rete territoriale per sostenere la digitalizzazione delle imprese, che offre formazione, workshop, assistenza all’implementazione e attività pratiche come living labs. Pid-Next: polo di innovazione del sistema camerale dedicato a micro, piccole e medie imprese che offre servizi di first assessment della maturità digitale e orientamento, con contributi pubblici coprenti dal 90% al 100%.

Giuseppe Tripoli, Segretario generale di Unioncamere