La «Filastrocca per il Giorno della Memoria» di Mimmo Mòllica

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Illustrazione dal sito dell’Agenzia per la Coesione Territoriale

Pubblichiamo la «Filastrocca per il Giorno della Memoria» di Mimmo Mòllica per commemorare le vittime dell’Olocausto, “una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria”, scrive Primo Levi. Tanto grande è il rischio di dimenticare, che occorrerebbe un anniversario di Auschwitz al giorno.

«Filastrocca per il Giorno della Memoria»

Non ci sono razze superiori,

tanto meno le razze inferiori,

però un tipo che era una canaglia

scrisse «Mein Kampf. La mia battaglia».

Era un uomo cattivo, era un gran matto,

basta sapere quanto male ha fatto,

Hitler si chiamava ed in prigione

scrisse in quel libro la sua ossessione

di dominare il mondo col nazismo,

con il razzismo e l’antisemitismo.

Così quell’uomo, cari ragazzi miei,

commise il genocidio degli ebrei

per  la purezza della razza ariana,

frutto di mente criminale e strana:

per Hitler era perfetta la razza ariana,

mentre, semmai, perfetta è quella umana.

E fece cose orrende, criminali,

che non van fatte neanche agli animali,

il male fatto agli esseri senzienti

è il gesto disumano dei violenti.

Gli uomini sulla terra siamo uguali,

ciascuno coi suoi sogni e i suoi ideali,

nasciamo tutti per ripudiar la guerra,

in armonia col mondo e con la terra.

Ciò che si eredita dai padri è la bontà,

la gioia, fratellanza e libertà,

nasciamo dall’amore, non da un capriccio,

non c’è un amore bianco e uno meticcio.

Nessuno al mondo è un essere inferiore,

nasciamo tutti da un atto d’amore,

femmina o maschio, alto, basso, biondo,

veniamo tutti uguali a questo mondo.

Non esiste la razza nera

e neppure la straniera,

razza unica e sovrana

è soltanto quella umana.

Non c’è pelle né colore,

nessun uomo è mai inferiore,

né di razza superiore:

ogni pianta fa il suo fiore.

Cose da separare per colore,

come fanno talvolta le signore,

senza che possa dirsi anomalia,

son gli indumenti in lavabiancheria.

Distinguere per razza le persone

è un fatto di miopia, aberrazione,

chi ne propala la supremazia

credendo sia migliore una etnia,

chi crede che il potere sia il denaro,

si sente superiore ed è un somaro.

Neanche nella galassia la più strana,

ci sta una razza lillipuziana,

son esseri e animali piccolini,

ma per la fantasia di voi bambini.

Non c’è una razza detta venusiana

neanche nella galassia più lontana.

Degli abitanti del pianeta Venere

non si conosce bene il loro genere,

ma è solo fantascienza, ufologia,

frutto d’ingegno, genio e fantasia.

Non c’è una razza superiore o strana,

non c’è razza vicina né lontana,

non c’è razza a colori né gitana,

non c’è razza divina né profana,

non c’è razza marina né montana,

neanche vegana e né vegetariana.

Nessuno al mondo è solo bianco o nero,

nessuno sulla Terra è uno straniero,

la sola razza unica e sovrana,

l’unica razza nostra è quella umana.

Mimmo Mòllica

Filastrocca per ricordare l’Olocausto

Il 27 gennaio di ogni anno si celebra il «Giorno della Memoria», per commemorare le vittime della Shoah. Si è stabilita questa data perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz e la sua liberazione è considerata simbolo universale della tragedia dell’Olocausto, per tutta l’Europa.

“Meditare su quanto è avvenuto è un dovere di tutti. Tutti devono sapere, o ricordare, che Hitler e Mussolini, quando parlavano pubblicamente, venivano creduti, applauditi, ammirati, adorati come dèi” (Primo Levi).

Tanto grande è il rischio di dimenticare

“Tanto grande è il rischio di dimenticare, che occorrerebbe un anniversario di Auschwitz al giorno”, scrive Elisa Springer, scrittrice di origine ebraica, superstite dell’Olocausto, nata a Vienna e morta a Matera nel 2004. Perché “quelli che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo”, si legge in 30 lingue nel lager di Dachau, in Germania.

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Mimmo Mòllica, autore radio e tv (Rai1, Radio2, Rai International).
È autore di canzoni e filastrocche con un passato nella musica e un presente di nonno.
E una specializzazione post lauream in “Educazione e disagio giovanile”.