Il percorso pugliese della Via Appia, sessantesimo sito Unesco in Italia, termina a Brindisi, l’antico porto di arrivo della strada romana e il principale punto di imbarco per l’Oriente e verso il Mediterraneo, al termine di un tragitto di circa 650 km. È certamente uno dei “capitoli” più importanti della storia della Puglia.
La via Appia nel suo tratto pugliese conserva numerosi resti archeologici e può essere sicuramente considerata una parte importante del turismo culturale in Puglia che ha un ruolo rilevante nel successo turistico regionale, specialmente negli ultimi anni in cui la visibilità e l’apprezzamento dei turisti per la Puglia sono cresciuti in maniera esponenziale.
Stando agli ultimi dati relativi ai primi otto mesi del 2024, possiamo dire che in termini di arrivi si è registrato un +9,1%, con presenze soprattutto straniere che hanno fatto segnare un +20,1%, pari a ben oltre 1,5 milione di arrivi.
Il turismo complessivamente garantisce all’incirca il 13% del Pil regionale. In particolare, sono da segnalare un +61% di arrivi e +38% di presenze dalla Polonia. +16% dagli USA e +22% dal Canada.
La Puglia è tradizionalmente considerata meta del turismo balneare, ma ha grandi potenzialità di sviluppo e crescita come meta del turismo culturale, sia tra i turisti italiani che nei flussi esteri incoming.
Tra i turisti italiani e stranieri la Puglia viene associata soprattutto al mare e alla buona cucina ma si registra complessivamente un’elevata soddisfazione anche da parte dei turisti a vocazione strettamente culturale, ossia gli appassionati che si spostano appositamente per visitare città d’arte o per partecipare a un evento culturale.
La conoscenza dell’offerta artistico-culturale pugliese mostra in ogni caso margini di miglioramento, anche tra gli italiani del Sud e delle altre regioni e va potenziata la notorietà di borghi antichi e marinari, di castelli e masserie, di chiese e santuari e dei parchi naturali, tutte offerte ancora poco conosciute ma con alta capacità attrattiva, anche tra i turisti stranieri.
– San Giovanni Rotondo, la Basilica di San Nicola a Bari, assieme al Duomo di Lecce, sono le chiese e santuari più conosciuti; Siponto ha un’alta notorietà tra i turisti stranieri, ma decisamente contenuta tra gli italiani;
– Alberobello con i suoi trulli è il sito più conosciuto tra gli italiani, ma decisamente meno noto tra i turisti stranieri, dove Bari e Castel del Monte sono molto più note;
– Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto è il museo più visitato tra gli italiani, mentre i turisti stranieri indirizzano le maggiori preferenze verso i musei di Bari;
– La Notte della Taranta è l’evento più conosciuto tra gli italiani, tra gli stranieri emerge la Festa di maggio di San Nicola di Bari;
– Gli italiani sanno poco dei siti Unesco, con l’eccezione di Alberobello; sembrano invece più informati al riguardo i turisti stranieri.
Non vanno dimenticati gli effetti positivi su location connesse a fiction televisive (si pensi alla città vecchia di Bari e a Lolita Lobosco, intepretata da Luisa Ranieri, o al lungomare barese nella fiction tratta dai romanzi di Gianrico Carofiglio) ma anche a film che hanno avuto un particolare successo come quelli di Checco Zalone, così come diverse produzioni girate nel Salento, solo per fare qualche esempio.
E’ evidente che si tratta di un processo ancora in itinere ma è ormai accertato che il turismo enogastronomico, culturale e d’affari esercitano un’attrattività turistica «disponibile tutto l’anno» e favoriscono percorsi di destagionalizzazione che aiuteno non poco un processo di maggiore strutturazione e stabilizzazione del comparto.
Inoltre, queste specificità consentono di scoprire altri territori, superando quella prevalenza balneare che da sempre caratterizza la Puglia, facendo così emergere realtà “interne” (si pensi alla Murgia ma anche ai monti dauni e in genere alle zone non distanti dalla costa ma spesso misconosciute) facendo leva su beni archeologici e culturali particolarmente variegati.
Più l’offerta turistica sarà integrata più aumenterà la capacità di riuscire ad intercettare la nuova domanda, a creare occupazione stabile e a contribuire così alla mitigazione di quell’inverno demografico che incombe sulle regioni meridionali d’Italia. E’ questo un obiettivo strategico che deve essere sempre presente nelle nostre politiche e, direi, nelle nostre azioni quotidiane.
Ricordandoci sempre, come diceva Gesualdo Bufalino che “c’è chi viaggia per perdersi e c’è chi viaggia per trovarsi” o per dirla con Sant’Agostino “il mondo è un libro e chi non viaggia ne legge solo una pagina.
Luigi Triggiani – Segretario Generale di Unioncamere Puglia

