L’intesa prevede prestiti a 10 anni, un tasso annuale a 0,1%, un costo una tantum di 0,25% e un costo annuale di 0,005%. La linea di credito agevolata sarà disponibile dal primo giugno 2020 fino alla fine del 2022. Per attivarla ufficialmente servirà una decisione del board dei governatori del MES.I ministri delle Finanze spiegano inoltre che “la sorveglianza e il monitoraggio dovrebbero essere commisurati alla natura dello shock simmetrico causato dal Covid-19″. Secondo le condizioni previste, ogni paese avrà diritto di chiedere un prestito decennale pari al 2 per cento del proprio PIL – per l’Italia sono circa 36 miliardi di euro – con un tasso di interesse molto basso, fissato allo 0,1 per cento.
Hanno detto:
Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri: “Il Mes potrà offrire finanziamenti per il 2% del Pil a tasso quasi zero per spese sanitarie e di prevenzione dirette e indirette legate al Covid-19. La Commissione verificherà solo questo requisito. Non potranno essere introdotte condizioni aggiuntive”. Il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni: «Ho lavorato molto perché il Mes fosse disponibile senza condizionalità e con caratteristiche che lo rendono particolarmente interessante per paesi con tassi di interesse elevati, e tra questi c’è l’Italia».Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: “L’Europa deve agire senza ulteriore indugio per avviare la ripresa economica. A questo scopo, le tre misure (Sure, Bei, Mes) sono insufficienti, ammontando ad una frazione di quanto altre grandi economie, come quella statunitense, stanno spendendo per sostenere le loro imprese e le loro famiglie, serve un ‘Recovery Fund’ di grandi dimensioni. Il prestito effettivo del ‘Recovery Fund’ sui mercati deve essere di notevole dimensione, almeno 1 trilione di euro – ha aggiunto Conte -, per portare la dotazione totale della risposta economica europea (calcolando SURE, BEI, MES) in linea con le necessita’ finanziarie complessive dell’Ue che la maggior parte degli esperti e delle istituzioni, inclusa la Bce, stimano in piu’ di 1,5 trilioni di euro, al netto delle garanzie di Stato”.
