Nati-mortalità delle imprese piemontesi

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BILANCIO ANAGRAFICO DEBOLMENTE POSITIVO PER IL SISTEMA IMPRENDITORIALE PIEMONTESE NEL II TRIMESTRE 2026

Tengono i servizi e le società di capitale, ma l’incertezza dei mercati frena la nascita di nuove imprese

 Nel periodo compreso tra aprile e giugno 2026, l’espansione del tessuto imprenditoriale piemontese ha registrato un ritmo decisamente contenuto. Il bilancio del secondo trimestre si chiude infatti con un incremento di lieve entità, evidenziando come la struttura economica della regione, pur confermando una sostanziale stabilità e qualche segnale positivo, incontri evidenti difficoltà a svilupparsi con continuità e slancio.

Questo andamento rispecchia un contesto economico generale ancora caratterizzato da estrema cautela: l’incertezza sui mercati internazionali, la pressione sui costi e il costante e progressivo riassestamento dei tassi di interesse continuano a frenare lo slancio d’impresa. Se da un lato il tasso di mortalità aziendale non mostra impennate drammatiche — confermando la resilienza delle realtà già strutturate —, dall’altro l’attrattività e la spinta a creare nuova impresa procedono a passo ridotto, lasciando la regione in una fase di sostanziale stabilità dinamica.

Dall’analisi puntuale dei dati emerge, infatti, come nel periodo aprile-giugno 2026, siano nate in Piemonte 5.708 imprese, 41 aziende in più rispetto al II trimestre 2025. Le cessazioni (valutate al netto delle cancellazioni d’ufficio) si sono attestate a 3.836, 54 in più rispetto alle 3.782 del II trimestre 2025. Il saldo è risultato comunque positivo per 1.872 unità, portando lo stock complessivo delle realtà imprenditoriali iscritte presso le Camere di commercio piemontesi a quota 416.694.

“Il secondo trimestre dell’anno conferma la tenuta del tessuto imprenditoriale piemontese che, pur in un contesto globale incerto, dimostra una solida capacità di resistenza, trainato dalla vitalità dei servizi e dalle strutture societarie più solide. Tuttavia, la cautela che frena la nascita di nuove aziende ci indica che occorre una scossa di fiducia: per agganciare una ripresa decisa dobbiamo accelerare sugli investimenti strategici per la transizione digitale ed ecologica. Come Unioncamere Piemonte lavoriamo in stretta sinergia con le istituzioni territoriali e nazionali affinché si mettano a terra politiche concrete, capaci di restituire slancio alla competitività del territorio e incentivare chi vuole fare impresa” commenta Gian Paolo Coscia, Presidente Unioncamere Piemonte.

La dinamica complessiva regionale evidenzia un tasso di crescita dello 0,45%. Tale performance, seppur inferiore alla media nazionale (+0,56%), mostra un consolidamento progressivo se confrontata con i corrispondenti trimestri del 2025 (+0,45%) e del 2024 (+0,37%).

L’analisi per forma giuridica mostra un quadro a due velocità: mentre le forme societarie più strutturate continuano a fare da traino con ritmi di crescita sostenuti, la base ben più ampia delle imprese individuali registra un’espansione più contenuta e inferiore alla media regionale, a fronte di una lieve flessione che interessa unicamente le società di persone.

Nel periodo aprile-giugno 2026 le società di capitale si confermano il segmento più dinamico del tessuto imprenditoriale piemontese: mostrano infatti un tasso di crescita (+1,12%) nettamente superiore alla media regionale e aumentano la loro incidenza, arrivando a costituire il 23,1% del totale. Al contrario, le società di persone, che rappresentano il 19,4% del totale, sono l’unica forma a registrare una lieve contrazione (-0,05%). L’andamento delle imprese individuali — la categoria più numerosa con una quota del 55,6% del totale — risulta positivo (+0,35%), ma con un’intensità inferiore alla media regionale. Infine, le “altre forme“, che costituiscono il restante 1,9%, evidenziano una crescita del +0,39%.

Nel II trimestre 2026, l’analisi settoriale mostra andamenti differenziati, il cui impatto sull’economia regionale varia in base al peso di ciascun comparto.

La spinta maggiore arriva dal settore degli Altri servizi, che non solo registra il tasso di crescita più alto (+0,97%), ma essendo il comparto più grande con il 34,2% del totale, traina in modo decisivo il risultato complessivo. Mostra una vivace dinamica anche il Turismo (+0,77%), che pesa per il 7,0% del totale, seguito dalle Costruzioni (+0,54%), con un’incidenza del 15,3%. Tutti e tre questi settori si posizionano al di sopra della media regionale.

Evidenzia invece uno sviluppo più debole l’Industria in senso stretto, che rappresenta il 9,1% del totale e segna un incremento del +0,26%, mentre l’Agricoltura, che incide per il 10,9% sul totale delle imprese piemontesi, mostra una sostanziale stabilità (+0,01%). Scivola infine in territorio negativo il Commercio, secondo settore per numero di imprese (19,2%), che registra una lieve contrazione dello 0,02%.

La modesta espansione del tessuto imprenditoriale regionale è il risultato di variazioni di lieve entità, seppur positive, registrate in tutte le province.

A spingere la media piemontese sono principalmente Novara e Torino, le uniche due realtà a superare la soglia regionale: Novara registra il tasso di crescita più alto dell’intera regione (+0,63% su un peso del 7,0%), mentre Torino la segue con un +0,52% e, dato l’enorme peso della provincia sul totale delle imprese (53,2%), fornisce il contributo quantitativamente più significativo.

Tutte le altre province si attestano su tassi di crescita più contenuti e inferiori alla media regionale. Tra queste, Cuneo, la seconda provincia per numero di imprese (15,4%), segna un incremento dello +0,40%. Dinamiche simili si riscontrano per Asti (che pesa per il 5,1% e cresce del +0,36%) e Vercelli (peso del 3,5% e aumento del +0,35%). Si posiziona nella fascia più bassa Alessandria, terza provincia per incidenza (9,1%), con un +0,26%, seguita a breve distanza dal Verbano-Cusio-Ossola (peso del 2,9% e incremento del +0,25%). Chiude infine il quadro Biella (peso del 3,8%), che registra la variazione più modesta dell’intera regione con un +0,16%.

Annalisa D’Errico

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