Tazio Nuvolari è nato in provincia di Mantova il 16 novembre 1892, 131 anni fa. Tra il 1927 e il 1928 Nuvolari fonda a Mantova la Scuderia Nuvolari. Nel 1928 vince sul circuito di Verona. Poi sul circuito di Alessandria, la città di Pietro Bordino vince la gara intitolata a Bordino, morto in allenamento, per onorarne la memoria. Nel 1930 Renato Tassinari gli dedicò il libro «Nuvolari. Ricordi di vita rapida». Nel 1932 Gabriele D’Annunzio lo ricevette al Vittoriale e gli fece dono di una piccola tartaruga d’oro con dedica: “All’uomo più veloce del mondo, l’animale più lento sulla Terra”. Un amuleto che Nuvolari portò sempre in corsa, sulla maglia gialla, e fece dipingere sulla fiancata del suo aereo personale. Nel 1950 le sue ultime due gare automobiliste: il Giro di Sicilia e la Palermo-Monte Pellegrino, una gara in salita.
Lucio Dalla con Roberto Roversi ne hanno cantato le gesta. Nel 1930 Renato Tassinari gli dedicò il libro «Nuvolari.

Nuvolari è basso di statura, / Nuvolari è al di sotto del normale,
Nuvolari ha cinquanta chili d’ossa, / Nuvolari ha un corpo eccezionale,
Nuvolari ha le mani come artigli…
Nuvolari è basso di statura (1,64 cm), cinquanta chili d’ossa (65 kg.), ha un corpo eccezionale e le mani come artigli (muscoli d’acciaio e nervi a prova di stress). Nuvolari ha un talismano contro i mali, una ‘tartarughina d’oro’ donatagli da Gabriele D’Annunzio. Nuvolari ha lo sguardo di un falco per i figli: il 27 giugno 1937 Nuvolari è colpito da un grave lutto, la morte del figlio primogenito, Giorgio, diciannovenne, avvenuta per malattia. L’11 aprile 1946 la morte per malattia del secondo figlio, Alberto, appena diciottenne.
Gli uccelli nell’aria perdono l’ali, quando passa Nuvolari!
Quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari,
la gente arriva in mucchio e si stende sui prati,
salta in piedi e lo saluta con la mano,
gli grida parole d’amore,
e lo guarda scomparire…
Tra il 1927 e il 1928 Nuvolari fonda a Mantova la Scuderia Nuvolari. Nel 1928 vince sul Circuito del Pozzo a Verona. Quindi vince sul Circuito di Alessandria, la città di Pietro Bordino. Tazio vince quella gara intitolata a Bordino, morto in allenamento, per onorarne la memoria. Nel 1950 le ultime due gare di Tazio Nuvolari: il Giro di Sicilia “Targa Florio”, 1.080 km, costretto all’abbandono per rottura del cambio, e la Palermo-Monte Pellegrino, una cronoscalata.
Nuvolari ha la bocca sempre chiusa,
di morire non gli importa niente…
Corre se piove, corre dentro al sole,
tre più tre per lui fa sempre sette,
con l’ Alfa rossa fa quello che vuole,
dentro al fuoco di cento saette!
La Targa Florio e la Sicilia
Nel 1932 Tazio Nuvolari corse l’edizione n. 23 della «Targa Florio», assieme alla Mille Miglia, con la Carrera Panamericana, tra le maggiori competizioni mondiali su strada, valida per Campionato Mondiale Marche. Era l’8 maggio 1932 e il pilota mantovano ottenne la vittoria assoluta su Alfa Romeo 8C 2300 della Scuderia Ferrari, alla media oraria di Km. 79, 294.
La «Targa Florio» si correva in Sicilia, sul circuito delle Madonie. Fondatore della Targa era Vincenzo Florio:
Un uomo scaltro come un saraceno,
con la figura di un principe normanno,
la gioia dell’arte di un antico greco,
signore di vita comu ‘nu spagnolu
e giustu e forti come ‘nu romanu,
tira la somma: lu veru sicilianu
Tutto cominciò con un manifesto, stampato a Cerda, a Gangi e a Petralia, e poi vociato a forza di tamburo:
“Duminica ci sunu li cursi di l’automobili,
tiniti attaccati ‘n casa cani, porci e gaddini.
Cu mori, mori a cuntu sô
e lu sinnicu si nni scutulìa.
Tazio Nuvolari vinse nettamente la gara dopo averla condotta sin dall’inizio, con un margine di sei minuti sul compagno di squadra Borzacchini.

D’annunzio, Nuvolari e la tartaruga
Gabriele D’Annunzio e Tazio Nuvolari si incontrarono al Vittoriale degli Italiani, un complesso di edifici, vie e piazze, con un teatro all’aperto, a Gardone Riviera, sulla sponda bresciana del Lago di Garda, residenza ed esilio dello scrittore abruzzese. Era il 28 Aprile 1932 e al termine dell’incontro Gabriele D’Annunzio fece una dedica al pilota mantovano, donandogli un amuleto, una piccola tartaruga d’oro con incise le iniziali del pilota e la frase: “All’uomo più veloce, l’animale più lento”.
Libri e film
Su D’annunzio e Nuvolari, sul loro incontro e sulle gesta del pilota di Mantova la produzione di libri e i film è davvero vasta. L’elenco sarebbe lungo, ne cito qualcuno:
«Gabriele D’Annunzio e la velocità» di Francesco Nuvolari (Grimaldi & C., 2020); «Quando passa Nuvolari. Dall’Abruzzo al Gran Premio Tripoli 1933 di Paolo Martocchia (Il Viandante, 2022); «Tazio Nuvolari. Le vittorie, il coraggio, il dolore» di Pino Casamassima (Baldini & Castoldi).
Film: «Quando corre Nuvolari», regia di Tonino Zangardi con Brutius Selby, Linda Messerklinger, Alessandro Haber, Edoardo Purgatori.
Nuvolari chiude in Sicilia
La leggendaria carriera di Tazio Nuvolari si chiude in Sicilia nel 1950, con il Giro di Sicilia e la corsa in salita Palermo-Monte Pellegrino: ma Nuvolari non annuncerà mai il suo ritiro. La Sicilia è la ‘patria’ di Lucio Dalla, assieme alla sua Bologna. Profondamente legato alla Sicilia e a Milo, in provincia di Catania, dove aveva comprato casa alle pendici dell’Etna, “appresso porta” di Franco Battiato.
Lucio Dalla ‘siciliano’ di adozione, come Tazio Nuvolari che in Sicilia conobbe i fasti della vittoria e poi il commiato. E la Sicilia, del grande pilota di Mantova ne canta le gesta.
Il più grande pilota
Ferdinand Porsche l’aveva definito «il più grande pilota del passato, del presente e dell’avvenire». Nuvolari usciva definitivamente di scena l’11 agosto 1953: la Repubblica Italiana vedeva susseguirsi tre governi presieduti dal leader democristiano Alcide De Gasperi.
Mimmo Mòllica

