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Olio nostrum, la lunga avventura dei Barbera

Un libro narra la millenaria storia dell’olio d’oliva e del più antico brand italiano del settore
C’era all’alba della storia, c’è ora, ci sarà sempre. Dalla mitologia classica alle coltivazioni in Mesopotamia, dal culto praticato da cristiani, ebrei e musulmani alle vicende economiche dei nostri secoli, forse nessuna pianta come l’ulivo ha accompagnato la storia dell’umanità. Con un viaggio a volo d’uccello, Manfredi Barbera e Carlo Ottaviano per i caratteri di Agra Editrice di Roma, hanno raccolto in 160 dense pagine la storia dell’ulivo in “Olio Nostrum – Storia di terre e di miti, di famiglia e di impresa, di Sicilia e di mondo”.
Il volume incrocia le storie millenarie dell’ulivo e del Mediterraneo con l’avventura imprenditoriale del più antico brand italiano nell’olio d’oliva di qualità. Manfredi Barbera e il giornalista Carlo Ottaviano raccontano l’emozionante viaggio nel mondo del food intrapreso 120 anni fa da due delle più lungimiranti famiglie del Meridione d’Italia: i Barbera e i Florio. Origine e futuro, tradizione e innovazione, produzioni locali e mercato globale, etica del lavoro e rispetto dei consumatori in una narrazione che, come scrive nella prefazione Oscar Farinetti, patron di Eataly, ci fa sentire “i profumi e i sapori delle cultivar siciliane, di quei suoli così fortunati, del sole della Magna Grecia, dei venti mediterranei, dei contadini che Manfredi Barbera ha scoperto, che ama, che protegge”. Lo stesso Farinetti ricorda che “olio italiano é il figlio più autorevole della mitica biodiversità della nostra penisola. ci sono 533 coltivazioni autoctone (la Spagna ne ha 70) e metodi di produzione estremamente rispettosi delle più vere tradizioni ma con uno sguardo curioso alle tecnologie. La stragrande parte delle Regioni italiane hanno ulivi secolari e producono oli dai sapori più diversi. Talmente buoni e pronunciati che è difficile esprimere una preferenza. All’interno della biodiversità italiana c’é la Sicilia che a volte appare come un continente a sé per la stratosferica diversità che esprime. In Sicilia ogni valle ha un sapore, non ti stanchi mai di scoprirla.”

 
Olio Nostrum, Barbera’s Long Adventure
A book tells of the ancient history of olive oil and the oldest Italian brand in the industry
It was there at the dawn of history, it’s there now, and it will always be there. From classical mythology to crops in Mesopotamia; from worship practised by Christians, Jews and Muslims to the economic events of our century, perhaps no other plant has accompanied the history of humanity like the olive tree. Through a comprehensive journey published by Agra Editrice, in Rome, Manfredi Barbera and Carlo
Ottaviano have collected the history of the olive tree in 160 densely-packed pages in their work “Olio Nostrum – Storia di terre e di miti, di famiglia e di impresa, di Sicilia e di mondo.” The volume intersects the ancient history of the olive tree and of the Mediterranean with the entrepreneurial adventure of the oldest Italian brand of olive oil. Manfredi Barbera and journalist Carlo Ottaviano recount the exciting adventure into the culinary world undertaken 120 years ago by two of the most forward-thinking families of southern Italy: the Barbera and Florio families. Origins and the future, tradition and innovation, local production and global markets, work ethic and respect of consumers in a narrative that, as written in the preface by Oscar Farinetti, the patron of Eataly, allows us to feel the “aromas and flavours of Sicilian cultivars, of those lucky soils, the sun of Ancient Greece, the winds of the Mediterranean, and the peasantry whom Manfredi Barbera discovered, loves, and protects”. Farinetti also notes that “Italian oil is the most influential offspring of the legendary biodiversity of our country. There are 533 native cultivars (Spain has 70) and production methods which are extremely respectful of the truest traditions, but with an interesting approach in terms of technology. The vast majority of Italian regions have been producing olives for centuries, yielding products with a wide variety of flavours. They’re all so good and distinct that it can be hard to find a preference. Part of Italy’s biodiversity is Sicily, which sometimes feels like a continent in its own right. In Sicily, every valley has its own characteristics and you never get tired of discovering them.”

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