Presentato a Mantova il rapporto “Coesione é competizione”

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Nel 2023 le impresecoesive rappresentano il 43% delle imprese manifatturiere e sono in crescita di 11 punti percentuali rispetto al 2018.
Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Coesione è Competizione” di Symbola – Fondazione per le qualità italiane, Intesa Sanpaolo e Unioncamere in collaborazione con AICCON, Ipsos e Centro Studi G. Tagliacarne.
Il rapporto analizza e racconta i fattori più significativi della competitività del nostro Paese, con particolare attenzione verso gli aspetti che non vengono colti dagli indicatori economici più diffusi, sottolineando l’importanza della collaborazione per le imprese. La coesione migliora il legame e il radicamento nelle comunità e nei territori, accresce il senso di appartenenza e soddisfazione di vita dei dipendenti, il coinvolgimento e il dialogo con i clienti.

“La coesione – ha sottolineato nel suo intervento Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere – cioé l’attenzione ai rapporti, alla costruzione di relazioni con gli stakeholders basati sulla fiducia, fa bene alle imprese ma fa bene anche ai territori. Le imprese coesive fatturano, assumono ed esportano di piú e per il 2024 hanno previsioni piú positive: il 34% prevede aumenti di fatturato (contro il 25% delle altre imprese): il 27% si attende un aumento dell’export (contro il 21%): il 25% ha in programma nuove assunzioni (contro il 16%). Tra l’altro  i due terzi delle imprese coesive puntano con decisione sul Made in Italy (contro il 48% delle altre), scommettendo su qualitá dei prodotti, legami con il territorio e valorizzazione del brand. La maggior presenza di imprese coesive ha un effetto positivo anche sui territori: ad esempio, in termini di benessere piú diffuso, nelle province piú coesive il valore aggiunto procapite é di 34mila euro, contro 26mila delle altre”.