Presentazione del Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare

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La Blue Economy in Sicilia: un Volano di sviluppo e crescita per l’Economia Regionale.
La Blue economy in Sicilia è una economia da primato, non solo per l’estensione della popolazione dei comuni interessati, oltre il 73% di quella dell’Isola, aspetto sotto alcuni versi comprensibile per le caratteristiche della regione, ma anche per il peso che assume l’economia del mare sul complesso dell’economia regionale. La Sicilia vive sul mare in quanto la densità della popolazione dei comuni costieri è oltre quattro volte superiore a quella degli altri comuni, contro un valore medio nazionale di solo due volte maggiore.

Lo ha detto oggi Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi G. Tagliacarne, presentando il “Rapporto nazionale sull’economia del mare – Focus Sicilia”, durante il convegno Seacily • Salone Nautico, l’evento che mira a promuovere la Blue economy del Paese offrendo opportunità di business a imprenditori e aziende.

La BlueEconomy siciliana – ha sottolineato Gaetano Fausto Esposito –  anche grazie alle connessioni con gli altri settori, vale 14,5 miliardi di euro, poco meno del 17% dell’economia totale, contro un’incidenza del 10,2% a livello nazionale. Significativa è la capacità di questa filiera di creare connessioni con altri settori, di gran lunga superiore al dato medio meridionale e anche a quello italiano: un euro investito nell’economia del mare in Sicilia ne genera altri 1,9 mentre il dato del Mezzogiorno è di 1,6. Non solo, ma nel tempo questa filiera ha dimostrato di riuscire a connettersi ancora di più con gli altri settori, perché questo moltiplicatore nel 2019 era pari a 1,6.  Da ciò l’importanza che assume come “volano” delle politiche di sviluppo.

Inoltre, a livello regionale ci sono più polarità – ha specificato il direttore generale del Centro Studi G. Tagliacarne – Palermo concentra oltre il 35% dell’economia blu regionale, la componente “mare” dal 2016 ha guadagnato importanza nell’economia complessiva anche a Catania e Siracusa, rimanendo sostanzialmente stabile, ma su valori elevati, a Messina, a testimonianza di un “sistema mare” che si consolida a livello territoriale facendo leva in particolare sulla componente del turismo e dei servizi connessi e su quella della logistica relativa alla movimentazione di merci e passeggeri.