Il PNRR consentirà di porre fine ad una lunga stagione nella quale gli investimenti infrastrutturali hanno conosciuto una contrazione, cominciata nel 2008 e terminata solo nel 2021. Per fare un ragionamento sulle priorità nei trasporti, come quello che abbiamo condotto la scorsa settimana a Roma, occorre partire dalle vocazioni del Paese: export e turismo sono driver strutturali che richiedono, per essere sostenuti, anche un tessuto di infrastrutture e di servizi di connessione di qualità.
E c’è una ulteriore evidenza: i collegamenti e la qualità dei collegamenti ridisegnano lo sviluppo delle aree. Basti ricordare la collocazione degli insediamenti delle medie imprese lungo gli assi viari principali; la modalità con cui la Tav ha cambiato la percezione e la possibilità di collegamento su tanti fronti (dalla ricerca ai servizi) tra grandi città, a come gli aeroporti cambiano la fruizione turistica delle aree. Ora solo due quinti dei porti e un quinto degli aeroporti sono collegati alla rete ferroviaria.
Questo ragionamento vale soprattutto per il Sud dove vi è una reale carenza di infrastrutture e per le aree interne.
Per approfondire il tema, sono disponibili gli interventi dei relatori all’incontro “Lo sviluppo infrastrutturale del paese. Le scelte del mondo economico” a questo link: https://lnkd.in/dsGHaDrD
Giuseppe Tripoli
Segretario generale di Unioncamere
