Il “Turismo delle Radici” è un progetto riconosciuto e oggi promosso dal MAECI che ha per oggetto la valorizzazione del grandissimo potenziale costituito dagli italiani all’estero e dai loro discendenti per la riscoperta dei paesi di origine dei nostri emigrati; l’idea è quella di offrire un’offerta turistica specifica strutturata attraverso appropriate strategie di comunicazione, che coniuga la proposta di beni e servizi offerti dal terzo settore (alloggi, eno-gastronomia, visite guidate) con la conoscenza della storia familiare e della cultura d’origine degli italiani nel mondo che, vale la pena ricordarlo, sono stimati in un bacino di utenza che sfiora gli 80 milioni di persone.
Una recente ricerca dell’Osservatorio delle radici italiane – iniziativa nata nell’ambito delle attività del Tavolo tecnico istituito sul tema dal Ministero degli Esteri italiano – che ha coinvolto in tutto il mondo quasi venticinquemila persone (delle quali oltre diecimila hanno risposto alle numerose e articolate di un questionario volto a conoscere il profilo del potenziale “turista delle radici italiane nel mondo”) conferma e fornisce un ulteriore supporto alla tesi di quanti credono nello straordinario potenziale che potrebbe derivare dalle nostre grandi comunità residenti all’estero per lo sviluppo dell’Italia dei prossimi decenni, soprattutto per quanto concerne la rivitalizzazione delle aree interne e dei piccoli borghi.
La ricerca arriva anche a quantificare questo potenziale; se il ‘target’ dei potenziali viaggiatori delle radici sono gli 80 milioni di italo discendenti, oggi sarebbero almeno 24 milioni di persone in tutto il mondo che sarebbero pronte e disponibili a intraprendere il “viaggio della vita” nei prossimi anni. Un turismo intelligente e sostenibile, contrariamente a quello massificato e “mordi e fuggi” che spesso ha creato più problemi che soluzioni alle nostre città d’arte e alle stesse bellezze naturalistiche delle quali l’Italia è ricca.
Un turismo interiore anzi identitario, che al tempo stesso può essere l’artefice di una rinascita collettiva, in grado finalmente di promuovere quella necessaria riconciliazione tra due Italie, quella dello Stivale e quella che vive nel mondo grazie all’amore e alle “radici” delle generazioni di italiani nati fuori dai confini nazionali. Un progetto lungimirante e ambizioso, quindi, che avrà successo se riuscirà a coinvolgere in Italia e nel mondo tutti coloro che a vario titolo sono da anni impegnati a valorizzare ‘incommensurabile patrimonio costituito dalla ricca e diffusa presenza delle nostre collettività, soprattutto di quelle più lontane che proprio per questa distanza hanno coltivato un legame per certi versi più profondo e autentico con i luoghi di partenza dei loro antenati.
On.le Fabio Porta, Presidente del Comitato Italiani come NOI, già Presidente del Comitato Italiani nel mondo e Promozione del Sistema Paese e Vice Presidente in questa legislatura; Presidente dell’Associazione di Amicizia Italia-Brasile e dell’Associazione di Amicizia Italo-latinoamericana; Laureato in sociologia economica; Dal 2008 al 2018 è stato deputato e nel 2022 Senatore. Attualmente è deputato in carica al Parlamento Italiano.


