Intesa Sanpaolo, insieme a Confcom, Federalberghi e Confartigianato, ha presentato a Milano il rinnovato piano strategico dedicato alle oltre 4,4 milioni di piccole e piccolissime imprese dell’economia locale.
Il presidente Sangalli: “Con questi accordi associarsi a Confcom conviene ancora di più”.
L’intervista:
Presidente, come Confcommercio affronta le nuove sfide, a partire da innovazione di servizio e network di supporto agli associati?
Ci troviamo di fronte ad una evoluzione tecnologica e digitale senza precedenti. Mi riferisco in particolare all’intelligenza artificiale, che Bill Gates ha definito “una sfida inaudita”. Confcommercio sostiene e accompagna le imprese del terziario anche in questo cambiamento radicale.
In che modo?
Abbiamo una rete capillare sul territorio di Sportelli dedicati all’innovazione. E’ un sistema di formazione continua – sia per la nostra organizzazione che per le nostre imprese associate – attraverso EDI, l’hub digitale di Confcommercio.
Le piccole imprese del vostro settore come stanno interpretando il cambiamento?
Penso di poter dire che si tratti di un percorso obbligato e, nello stesso tempo, difficile e complesso se si vuole restare sul mercato. Alcuni settori tradizionali sono, ovviamente, più esposti di altri all’urgenza del cambiamento. Ma tutti devono investire nell’innovazione.
Quindi cosa serve alle imprese?
Alle imprese serve un quadro di regole semplici, chiare, stabili per poter investire e programmare il futuro. E servono meno pressione fiscale e burocrazia soffocante: noi l’abbiamo definita fiscocrazia. E servono un’energia a costi più competitivi e un credito – l’argomento di oggi – più accessibile con il sostegno a investimenti e formazione.
Il credito e la relazione con la banca. Cosa chiedete e come si traduce concretamente questo rapporto?
Con Intesa Sanpaolo il rapporto di collaborazione è consolidato. Direi storico. E si sviluppa su più fronti. Faccio un esempio. Nei sistemi di pagamento e gli oneri che comportano, apprezziamo molto che Intesa abbia valorizzato la partnership con il circuito nazionale bancomat più economico e vicino alle esigenze delle imprese. Nell’accesso al credito l’innovazione tecnologica consente di migliorare il flusso informativo sulle imprese più piccole, penalizzate nei processi di rating.
L’accesso al credito per le imprese più piccole è ancora un problema?
Non c’è dubbio. Le rilevazioni della Banca d’Italia segnalano come dal 2011 ad oggi i prestiti alle imprese con meno di 20 addetti siano calati di oltre il 40%.
Che ruolo giocano in questo contesto i Confidi?
Una sinergia strategica fra una grande banca come Intesa Sanpaolo e la rete Confcommercio ha nel nostro sistema di Confidi un presidio insostituibile. Ed è proprio questo l’anello di congiunzione che permette a un grande gruppo come Intesa Sanpaolo di coniugare la forza dei suoi numeri con il supporto alle piccole imprese.
Presidente Sangalli, come valuta il nuovo patto di sistema di oggi con Intesa Sanpaolo?
E’ certamente un passaggio di grande importanza e si tradurrà in interventi che aiuteranno le imprese a restare competitive, oltretutto sostenendo l’occupazione. Ma consentitemi di sottolineare un punto che, grazie all’impegno di Confcommercio, ha visto Intesa Sanpaolo venire incontro a un’esigenza fortemente sentita dai nostri operatori associati in un momento non certo facile.
Di cosa si tratta nello specifico?
Si tratta dell’azzeramento dei costi nei micropagamenti digitali a carico delle imprese. E di questo voglio ringraziare Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei territori di Intesa San Paolo. Nei nuovi accordi per le imprese associate a Confcommercio non ci saranno, infatti, più commissioni per gli importi fino a 20 euro. Si passa, perciò, da 10 a 20 euro come limite d’esenzione, e non è poco. L’innalzamento della soglia di esenzione a 20 euro porterà ai nostri operatori associati un risparmio stimato in circa 100 milioni di euro. Un balzo in avanti che indica il percorso giusto: i costi di sistema non devono pesare in modo eccessivo sulle imprese. Lasciatemelo dire, con questi accordi associarsi a Confcommercio conviene ancora di più.
a cura di Ugo Da Milano

