Nel 2022 sono state richieste ben 811mila posizioni per lavori non qualificati, il 25% in più rispetto all’anno precedente. Lo dice un’analisi condotta dalla Fondazione per la Sussidiarietà, basata sui dati di Excelsior, Unioncamere – Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e Anpal.Quello che stupisce è che anche per le posizioni non qualificate vengono richieste competenze trasversali, come creatività e capacità decisionali. Sintomo che le ragioni di questo mismatch tra opportunità di lavoro e qualificazione dei lavoratori riguardano molto l’assenza di un sistema efficiente di orientamento e formazione scolastica che prepari le nuove generazioni al mondo del lavoro e alle necessità delle imprese.
E’ una tendenza che interessa tutta l’Italia, nessuna regione esclusa, con una percentuale leggermente maggiore nel Nord Ovest (30%), seguito dal Nord Est (25%), Sud (24%) e Centro (21%).
A differenza delle competenze tecniche (ad esempio quelle digitali) che si possono imparare anche on line, quelle trasversali richiedono un vero percorso educativo, che inizia dai primi anni di scuola. Ed è chiaro altresì che i centri di formazione, la scuola e le imprese devono collaborare di più, creare punti di contatto per sviluppare queste competenze che sono indispensabili non solo nel mercato del lavoro ma più in generale nella vita.
Giuseppe Tripoli – Segretario generale di Unioncamere

