L’azione esterna dell’Unione Europea: strumenti finanziari

èItalia 111 – MiSE

di Silvana La Bella, Ministero Sviluppo Economico

I media parlano molto di Unione Europea, soprattutto per quel che riguarda i trattati commerciali con i paesi terzi come il TTIP, o le azioni interne nei confronti degli Stati Membri, come per la  crisi greca. C’è però un aspetto molto importante nei confronti del mondo esterno, meno conosciuto, ma che merita di avere più visibilità nel contesto imprenditoriale italiano: è l’azione dell’Unione Europea sulla scena internazionale, fondata sugli stessi principi di democrazia, stato di diritto, uguaglianza e solidarietà, che offre agli imprenditori degli Stati Membri opportunità di partecipazione a servizi, lavori e forniture. L’obiettivo è favorire lo sviluppo sostenibile dei paesi in via di sviluppo sul piano economico, sociale e ambientale  con l’obiettivo primo di eliminare la povertà incoraggiare l’integrazione di tutti i paesi nell’economia mondiale, anche attraverso l’abolizione delle restrizioni agli scambi internazionali.

Alcuni dati: l’UE è il più grande donatore di aiuti allo sviluppo, con oltre il 50% della cifra stanziata per l’assistenza mondiale ai paesi terzi; il budget europeo per la cooperazione ammonta a 58.7 miliardi di euro nel periodo 2014-2020 e comprende  lo strumento di cooperazione allo sviluppo DCI, lo strumento di assistenza preadesione IPA II, lo strumento europeo di vicinato ENI; inoltre, fuori budget UE, perché finanziato dai paesi membri, il Fondo Europeo per lo Sviluppo FES, con  30.5 miliardi di euro. (l’Italia è il 3° contribuente al bilancio UE).
Gli strumenti finanziari permettono la realizzazione di progetti e programmi di cooperazione e sviluppo ad opera di aziende europee. Sono grandi opportunità che vanno acquisite, diffuse (attraverso momenti formativi con gli stakeholder e varie attività di comunicazione ) e colte efficacemente. I beneficiari (soggetti legittimati a presentare proposte) possono essere imprese, enti pubblici, ONG, centri di ricerca, associazioni di categoria, università, ecc. (in alcuni casi gruppi informali o singole persone fisiche).

Per ogni strumento finanziario, è istituito un Comitato, cui partecipano i rappresentanti nazionali dei 28 Stati Membri dell’Unione, con il compito di esaminare e votare i programmi proposti dalla Commissione. L’Italia è rappresentata da funzionari degli Esteri (MAECI)  e dello Sviluppo Economico (MISE).

Il DPCM del 5.12.2013 assegna alla DG per la Politica Commerciale Internazionale del MISE il compito di “partecipare all’elaborazione e alla gestione dei Programmi dell’Unione Europea a sostegno dello sviluppo economico dei Paesi delle aree geografi che di propria competenza (IPA e ENI, DCI e FES). Il MISE ha iniziato una serie di incontri con i rappresentanti del mondo imprenditoriale italiano per diffondere notizie sui progetti approvati in sede di Comitato presso la Commissione Europea a Bruxelles. Lo scopo è quello di confrontarsi per trovare insieme un metodo condiviso, basato su scambi di informazioni, non solo per partecipare alle opportunità presenti, ma anche per mettere a punto una strategia del Sistema Paese che permetta alle imprese italiane di essere protagoniste nel processo di cooperazione alo sviluppo sostenuto dall’Unione Europea, generando linee guida che rispondano alle esigenze dei destinatari e prevedano modalità di attuazione realizzabili da realtà del Sistema Paese, e dando vita a proposte progettuali che possano essere veicolate in conformità con le linee guida presso i governi dei paesi destinatari.

Schede sugli strumenti finanziari. Lo strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI) con 19.5 miliardi di euro di dotazione finanziaria è la maggiore fonte di finanziamento. Opera in  47 Paesi in via di sviluppo nelle aree dell’America latina e dell’Asia, in Iran, Iraq e Yemen, e in Sud-Africa. L’obiettivo è ridurre la povertà, sostenere i processi democratici, i diritti umani e lo sviluppo sostenibile, attraverso un sostegno al bilancio dello Stato, oppure finanziando progetti e programmi assegnati tramite grants o gare. I programmi si focalizzano su 3 settori per ogni paese, al fine di non disperdere le risorse.

L’ENI, European Neighborhood Instrument, è indirizzato ai sedici Paesi del vicinato orientale e meridionale, con l’esclusione di Turchia e i Balcani occidentali. La dotazione finanziaria per il periodo 2014 -2020 è di €15,4 miliardi.
Lo Strumento europeo per la preadesione IPA II è 11.69 miliardi di euro  ed è indirizzato ai cinque Paesi candidati all’adesione alla UE (Albania, FYROM, Montenegro, Serbia Turchia) e ai candidati potenziali (Bosnia-Erzegovina, Kosovo), in coerenza con la strategia di allargamento.

Il Fondo europeo di sviluppo (FES) è dedicato alla cooperazione allo sviluppo in 77 Paesi di Africa, Caraibi e Pacifico (ACP), con 30.5 miliardi di euro di stanziamento è il maggiore e più antico strumento di sviluppo dell’UE. Aree di intervento: sviluppo economico; sviluppo umano e sociale; integrazione regionale; attraverso misure di sostegno al bilancio, sovvenzioni, forniture di beni e servizi e lavori, azioni di blending. I fondi sono assegnati sulla base di un sistema di “programmazione evolutiva” che vede i paesi partner partecipare alla definizione delle priorità e dei progetti di cooperazione.


The European Union’s external action – financial instruments

There is a great deal of media coverage of the European Union, especially regarding the commercial treaties with the third countries like the TTIP, or the internal actions concerning the Member States, like the Greek crisis. However, there is a very important aspect that concerns the outside world, which is less known, but deserves more visibility in the Italian entrepreneurial context: it is the European Union’s action on the international scene, founded on the same principles of democracy, rule of law, equality and solidarity, which offers the entrepreneurs of the Member States opportunities for participation in services, works and supplies. The goal is to favour the sustainable development of the developing countries on the economic, social and environmental levels, with the primary objective of eliminating poverty and encouraging the integration of all the countries in the global economy, also through the abolition of the restrictions on international exchanges.
A few figures: the EU is the greatest provider of aid for development, with over 50% of the amount allocated to global assistance to third countries: the European budget for cooperation amounts to 58.7 billion euro in the 2014-2020 period and includes the Development Cooperation Instrument – DCI , the Instrument for Pre-Accession Assistance – IPA II and the European Neighbourhood Instrument – ENI; furthermore, outside of the EU budget, because it is funded by the member countries, there is the European Development Fund – EDF, with 30.5 billion euro. (Italy is the 3rd largest contributor to the EU budget).
Financial instruments make it possible to implement cooperation and development programmes and projects carried out by European companies. These are great opportunities that must be obtained, disseminated (through training sessions with the stakeholders and various communication activities) and embraced effectively. The beneficiaries (parties authorized to submit proposals) can be businesses, public authorities, NGOs, research centres, trade associations, universities, etc. (in some cases informal groups or single individuals).

For every financial instrument, a committee is established, in which the national representatives of the 28 EU Member States participate, with the task of examining and voting on the programmes proposed by the Commission. Italy is represented by officials from the Ministry of Foreign Affairs (MAECI) and of Economic Development (MISE).
The Prime Ministerial Decree dated 5.12.2013 entrusts the Director General for International Trade Policies of the Ministry of Economic Development with the task of “participating in the development and management of the European Union Programmes that support the economic development of the countries in the geographic areas assigned to him or her (IPA and ENI, DCI and EDF). The Ministry of Economic Development has launched a series of meetings with the representatives of the Italian entrepreneurial world, in order to spread news on the projects approved by the Committee at the European Commission in Brussels. The aim is to compare views and together find a shared method, based on the exchange of information, not only for participating in the opportunities available, but also for developing a National Economic System strategy that will allow Italian businesses to be protagonists in the development cooperation process supported by the European Union. Guidelines need to be generated and these must meet the needs of recipients and include implementation methods achievable by the entities within the National Economic System. Project proposals must also be created, which can be dispensed in compliance with the governmental guidelines of the recipient countries.

List of financial instruments. The Development Cooperation Instrument (DCI) with a financial endowment of 19.5 billion euro is the largest source of funding. It operates in 47 developing countries in the areas of Latin America and Asia, in Iran, Iraq and Yemen, and in South Africa. The goal is to reduce poverty, support democratic processes, human rights and sustainable development, by providing support to the government budget, or by funding projects and programmes allocated through grants or tenders. The programmes focus on 3 sectors for each country, in order to avoid wasting resources.

The ENI, European Neighbourhood Instrument, is directed at the sixteen countries of the Eastern and Southern neighbourhood, except for Turkey and the Western Balkans. The financial endowment for the 2014 -2020 period is €15.4 billion.
The European Instrument for Pre-Accession Assistance IPA II is 11.69 billion euro and is directed at the five countries that are candidates for EU membership (Albania, FYROM, Montenegro, Serbia and Turkey) and at the potential candidates (Bosnia-Herzegovina and Kosovo), in accordance with the Enlargement Strategy.

The European Development Fund (EDF) is dedicated to development cooperation in 77 countries in Africa, the Caribbean and the Pacific (ACP) and with 30.5 billion euro allocated, it is the EU’s greatest and oldest instrument of development. Areas of intervention: economic development; human and social development; regional integration; through budget support measures, subsidies, provision of goods and services and work, blending actions. The funds are allocated based on a system of “evolutionary programming” in which the partner countries participate in defining cooperation projects and priorities.