Per Censis e SACE, buone notizie per l’export del Made in Italy

Dal 50° Rapporto sulla situazione del Paese elaborato dal CENSIS fornisce buone notizie sul fronte export e segnala che proseguono il loro percorso di crescita tutte le aziende che si sono ritagliate una fetta di mercato, piccola o grande, con le vendite all’estero.

A livello mondiale il Belpaese si posiziona al decimo posto fra i Paesi esportatori con una fetta di mercato pari al 2,8% e realizza un saldo commerciale positivo per quasi 100 miliardi di euro (98,6 mld), una cifra addirittura superiore al fatturato del comparto manifatturiero. Inoltre in giro per il mondo il brand Made in Italy è associato alla bellezza e a straordinarie capacità artigianali, elementi che contribuiscono a trainare il turismo italiano che fra il 2008 ed il 2015 ha registrato ottime performace (+31,2% dei visitatori).

Lo confermano le stime presentate da SACE in occasione del convegno “Re-action, export calling” organizzato in collaborazione con SIMEST. Secondo l’istituto di Cdp l’export italiano dovrebbe dunque crescere in media del 3,9% nell’arco dei prossimi tre anni, continuando a dare respiro alle tante PMI esportatrici (circa 220mila) che incontrano difficoltà a far decollare il proprio business sul mercato interno a causa dell’andamento incerto dell’economia.

Non c’è dubbio che il commercio internazionale attraversi una fase delicata caratterizzata da un sostanziale rallentamento e una forte incertezza ma come ha spiegato Beniamino Quintieri “ci sono tante opportunità per tutte le regioni” ed in particolare per la Lombardia che rappresenta “una parte elevatissima dell’export italiano”.


For Censis e SACE, good news for made-in-Italy exports

The 50th report prepared by CENSIS on Italy’s economic status, provides good news on the export front, and points to continuous growth of all businesses that were able to carve out a slice of international markets for themselves, no matter how small.

Globally, Italy ranks 10th among countries that export abroad, with a market share of 2.8%, and was able to achieve a positive trade balance for nearly 100 billion euro (98.6 billion), a figure even higher than the turnover of the manufacturing sector.

Furthermore, around the world, Made-in-Italy brands are associated with beauty and extraordinary craftsmanship, elements that contribute to pushing Italian tourism forward, considering that between 2008 and 2015 this sector performed very well (+ 31.2% of visitors).

These numbers are also confirmed by a report presented by SACE on the occasion of the conference “Re-action, Calling Export” organized in cooperation with SIMEST. According to the CDP (Cassa Depositi & Prestiti), Italian exports could grow on average by 3.9% over the next three years, continuing to support many exporting SMEs (approximately 220,000), which encounter some difficulty in getting their business off the ground on domestic market because of the faltering economy.

There is no doubt that international trade is going through a difficult phase characterized by substantial slowdown and great uncertainty, but, as Beniamimo Quintieri explained “there are many opportunities for all regions” and, in particular, for the Lombardy region, which produces a “very substantial portion of Italian exports”.