Basta qualche cifra per capire l’importanza e il valore economico (ma anche culturale) della Comunità Adriatica: la piattaforma di dialogo e interazione per la promozione di una comunità geo-economica nel Mediterraneo voluta e infine creata da Unioncamere, Fondazione PaxHumana, Luiss Guido Carli University, in collaborazione con la Camera del Commercio Estero della Bosnia ed Erzegovina.
L’interscambio commerciale italiano nel primo semestre 2022 è stato di 16,2 miliardi di euro, in crescita del 50,2% dai 10,8 miliardi del 2021. La parte del leone è della Lombardia con 3,7 miliardi di scambi nel primo semestre 2022 in crescita del 39,7% (a riprova del fatto che protagoniste di questo cluster virtuoso non sono unicamente le Regioni che si affacciano sul mare), segue il Veneto con 3,1 miliardi e +35,1% e l’Emilia Romagna con 1,7 miliardi e +37,9%.
Il settore manifatturiero più performante è quello dell’export di metalli e prodotti in metallo, 1,6 miliardi nel primo semestre, in crescita del 34%. Per quanto riguarda gli argomenti ne sottolineo due, il primo è quello dei vantaggi in termini innovazione aperta, ovvero il trasferimento di tecnologie e know-how che può scaturire da un potenziamento dell’integrazione e di dialogo culturale con i Paesi coinvolti, il secondo è quello degli scambi proficui in settori di primaria importanza: uno su tutti quello dell’energia.
Il Montenegro, ad esempio, grazie ai suoi recenti investimenti nel campo delle rinnovabili potrebbe, se meglio interconnesso con l’Italia, diventare un partner strategico per avvicinarci all’indipendenza energetica.

Giuseppe Tripoli, Segretario Generale Unioncamere
