Papa Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, è morto oggi 21 aprile alle 7.35 all’età di 88 anni. La notizia è stata accolta da commenti di cordoglio da parte di vari leader internazionali.
I funerali del Papa saranno celebrati sabato 26 aprile alle ore 10.00 sul sagrato della Basilica di San Pietro. La Messa sarà presieduta dal Cardinale Giovanni Battista Re, Decano del Collegio Cardinalizio. Il feretro sarà quindi portato nella Basilica di San Pietro e da lì nella Basilica di Santa Maria Maggiore per la tumulazione
Il suo pontificato è stato guidato da alcune linee d’azione e parole d’ordine, spesso diventate veri e propri slogan: la “chiesa in uscita”, la “guerra mondiale a pezzi”, le “periferie del mondo”.
Bergoglio nacque il 17 dicembre 1936 a Buenos Aires, in Argentina, da una famiglia di origine piemontese. Dopo aver lavorato come tecnico chimico, sentì la chiamata al sacerdozio ed entrò nel seminario del noviziato dei gesuiti nel 1958. Venne ordinato sacerdote nel 1969. Bergoglio ricevette una formazione accademica solida: studiò teologia e filosofia presso la Facoltà di Teologia di San Miguel. Nel 1973, divenne il provinciale della Compagnia di Gesù in Argentina, un ruolo che mantenne fino al 1979, un periodo segnato dalla dittatura militare. Nel 1992, papa Giovanni Paolo II lo nominò vescovo ausiliare di Buenos Aires, e nel 1997, arcivescovo della stessa diocesi. Nel 2001, Bergoglio fu creato cardinale da papa Giovanni Paolo II, diventando uno dei più giovani cardinali elettori. La sua carriera ecclesiastica fu caratterizzata da un impegno per i poveri, una vita semplice e un approccio pastorale che enfatizza la misericordia. Era noto per usare i mezzi pubblici, vivere in un appartamento modesto e per il suo lavoro pastorale a contatto diretto con la gente comune. Nel febbraio 2013, quando Papa Benedetto XVI annunciò la sua rinuncia, il conclave elesse Bergoglio, che assunse il nome di Francesco ispirandosi a San Francesco d’Assisi, simbolo di povertà e cura per il creato. Fu l’inizio di un pontificato incentrato sulla riforma e sull’attenzione ai margini, sia della società che dello scenario internazionale.
