In Russia torna la febbre per il Made in Italy

 

La Russia rappresenta, storicamente, uno dei Paesi di riferimento per l’export italiano di prodotti di abbigliamento e per questo, come è noto, numerose aziende del Belpaese sono state fortemente danneggiate dall’irrigidimento dei rapporti fra UE e Mosca verificatosi a partire dal 2014, anno in cui per la prima volta sono entrate in vigore le sanzioni economiche comunitarie.

La recessione che ha colpito l’economia sovietica nel 2015 e 2016 ed il forte deprezzamento del rublo hanno fatto il resto accelerando una generale frenata dell’interscambio commerciale fra l’Italia e la Russia.

Il 2017 però è stato un anno di rilancio, soprattutto per il settore della moda, come testimoniano le elaborazioni fornite dal Centro Studi di Sistema Moda Italia. L’export di prodotti tessili e di abbigliamento verso la Russia è infatti aumentato, rispetto al 2016, del 10,8% in valore, superando i 790 milioni di euro, e del 2,2% in volume.

Fra le categorie di prodotti che hanno registrato gli incrementi più significativi troviamo la calzetteria, che ha registrato un aumento dell’export in valore del 31,4%, con le calze maschili a +75% e le femminili a +85,7% mentre la maglieria, ha ottenuto +27,4% nei primi 9 mesi del 2017.

Le buone notizie però non sono finite qui ed abbracciano anche il settore calzaturiero che ha messo a segno un +28,3% in volume e un +18,4% in valore rispetto all’anno precedente.

L’anno appena concluso si è infine distinto anche per la rinnovata propensione delle aziende Made in Italy ad espandersi all’ombra del Cremlino: Bosco dei Ciliegi ha inaugurato una nuova boutique a San Pietroburgo, Valentino ha aperto un pop up store a Mosca ed infine anche Cividini ha scelto di puntare sulla Russia nell’ambito di un processo di internazionalizzazione più ampio.